Il Riesling

 

Il Riesling è un vitigno capace di presentare un corredo aromatico unico al mondo, distinguibile immediatamente anche per i nasi meno esperti: quelle note di agrumi, frutta tropicale e idrocarburi sono dei veri e propri marchi “ di fabbrica”.

La vigna e l’uva.

Non è un caso che la fama dei Riesling appartenga a quelle zone fredde e continentali, testimoni dell’acidità vibrante che questo vitigno può dimostrare. La prima volta che si degusta un Riesling, per chiunque, è un’esperienza unica e irripetibile; uno stand alone, che spesso fa porre interrogativi.

Come può sprigionare acidità quasi anestetizzante senza perdere di sapore, aromaticità e complessità? E quella nota di gomma e idrocarburo? è davvero così?

La risposta è sempre e solo si!

Il Riesling è una varietà semi-aromatica, che mostra un profilo floreale e vegetale non distante dal Sauvignon Blanc; tira fuori sentori di frutta tropicale e pesca che spesso ricordano grandi Chardonnay; è suscettibile alla muffa nobile, che apporta quelle note tipiche del Sémillon botritizzato; una summa dei migliori vitigni mondiali.

Ma cresce purtroppo in poche zone del mondo, o meglio, riesce ad esprimere il meglio di sé in rare parti del pianeta, che studieremo assieme in questa piccola pubblicazione.

Il Riesling accumula zuccheri molto lentamente e trattiene l’acidità, motivo per cui, come già scritto ama i climi freddi. Questo consente ai produttori di giocare con i suoi zuccheri per poter bilanciare la sua freschezza; e con la sua longevità e maturazione, per poter estrapolare i sentori tipici di idrocarburi.


La sua origine non è del tutto chiara, la Germania è vista come la sua zona di elezione; probabilmente è figlio di una varietà nota come Weisser Heunisch.

Testimonianze storiche raccontano che il Riesling era diffuso e ampiamente coltivato nella zone lungo il corso del Reno già nel XV secolo, tuttavia altre fonti attendibili suggeriscono che fosse già coltivato nel IX secolo per ordine del sovrano Ludovico il Germanico.

Il suo nome è per la prima volta trascritto come “Riesslingen” nel 1435; bisognerà attendere però il 1552, anno in cui compare scritto con ortografia moderna.

La sua fama però è sempre stata rilegata alla Germania, la quale non è stata capace di esserne ambasciatrice per tutto il corso della storia; al contrario, quando i tedeschi cominciarono a produrre vini di bassa qualità, lo fecero imitando la dolcezza e lo stile del Riesling, facendo colare a picco la sua notorietà che sempre più spesso era associata a prodotto scadente.

Non è un caso che il 50% del parco vigne di Riesling mondiale sia situato in Germania; qualcosina di numericamente consistente si trovi poi in USA, Francia e Austria.

Nel 2004 è stata stimata come la 20 ° varietà più coltivata al mondo con 48.700 ettari, nonostante in termini di importanza per i vini di qualità, di solito è inclusa nei primi tre insieme a Chardonnay e Sauvignon blanc.

In climi freddi esalta note di mela, pesca con livelli evidenti di acidità che a volte sono bilanciati con zucchero residuo. Con maturazione tardiva (come in l’Alsazia e Austria) sviluppa note di agrumi e pesca più maturi.

In Australia, il Riesling è spesso distinto da una tipica nota di gesso che tende ad emergere negli esempi dalla Clare ed Eden Valley nel Sud del continente australe. Quando spuntano i sentori terziari essi sviluppano nuance di fumo, miele e idrocarburi.

I suoi acini sono molto piccoli, e il grappolo è compatto e serrato; le rese per ettaro solitamente non solo elevate, aggirandosi attorno a valori racchiusi in una forbice che va dai 12 ai 50 ettolitri.

È molto difficile che venga miscelato con altri vitigni per formare dei blend; accade raramente in Australia con il Gewürztraminer, in Europa con il Pinot Blanc. In entrambi casi è per apportare acidità a vini che altresì sarebbero risultati troppo morbidi.

Dopotutto perché dover unire un vitigno capace di invecchiare all’infinito con altre tipologie che ne diminuirebbero il potenziale?

I produttori si suddividono poi in due categorie: amanti di affinamento e maturazione in acciaio; e amanti del legno.

I primi preferiscono dare un’impronta che metta in evidenza i sentori di agrume e frutta ancora acerba. L’uso del legno grande invece arrotonda e ammorbidisce il tutto, grazie a quella micro-ossigenazione che sposta tutto verso note terziare e ossidate.

Gli amanti dell’acciaio si definiscono moderni e progressisti, mentre quelli del legno sono appellati come conservatori.

Tra i conservatori però vi è una seconda suddivisione di pensiero: è meglio utilizzare la botte nuova o di secondo passaggio?

Il partito di grande minoranza è composto da chi impiega botte nuova: a quanto pare il Riesling non ama molto l’influenza di un legno giovane, che conferisce sentori tostati e di vaniglia; eppure alcune cantine, nelle zone dello Pfalz e di Baden ne fanno uso: lì si produce un riesling meno floreale e più concentrato, fermentato fino al completo svolgimento degli zuccheri. Per essere precisi tale pratica è pressoché in disuso non avendo avuto riscontro tra produttori e tantomeno tra consumatori; l’affinamento lo si predilige nel 99% dei casi in legni esausti (Fuder in Mosella e Stückfassern nel Reno.); recentemente si sta testando invece l’anfora.

Sinonimi: Riesling Renano, Petit Rhin, Johannisberg, Riesloing, Rizling Rajnski.   

Aromi del vitigno: Lime, mela verde, gelsomino e  pesca.

Aromi secondari e terziari: Cera d’api, gasolio, gomma, albicocca matura, frutta secca.

Abbinamenti gastronomici: Ikura salmon roll, salsiccia e crauti, pollo arrosto, zuppe di pesce, peperoni e alici, canederli, speck.

Approfondimenti

Nella vinificazione, la delicata natura dell’uva Riesling richiede un trattamento speciale durante la raccolta per evitare schiacciamenti o ammaccature della buccia. Senza queste attenzioni, le bucce rotte potrebbero perdere il tannino nel succo, conferendo un gusto marcatamente ruvido e annullando la gamma di aromi e sapori del Riesling.

Un vino che è migliore nei suoi stati “più freschi”; l’uva e il succo possono essere raffreddati spesso durante il processo di vinificazione. Una volta, subito dopo la raccolta, per preservare i sapori più delicati dell’uva; l’altra tra la pressatura e la fermentazione.

Durante la fermentazione, il vino è raffreddato in serbatoi di acciaio inossidabile a temperatura controllata tenuti tra 10 e 18 ° C.

A differenza dello Chardonnay, la maggior parte dei Riesling non subiscono la fermentazione malolattica. Questo aiuta a preservarne l’acidità (i produttori di Sauvignon bianco e Pinot grigio spesso evitano la fermentazione malolattica per lo stesso motivo.).

Il Riesling viene spesso sottoposto a un processo di stabilizzazione a freddo, in cui il vino è conservato appena sopra il punto di congelamento per ottenere la cristallizzazione dell’acido tartarico, permettendone così l’eliminazione.

In viticoltura, i due componenti principali nella coltivazione delle uve Riesling sono di mantenerlo in uno stato che gli inglesi chiamano “long and short“, il che significa che la situazione ideale è un clima che consenta una lunga e lenta maturazione e una potatura adeguata per mantenere bassa la resa e il sapore concentrato.

Quel sentore di petrolio…

Al momento del rilascio, alcuni vini Riesling rivelano una nota impressionante di benzina (goût de pétrole in francese) che a volte viene descritta con associazioni a cherosene, lubrificante o gomma. Pur essendo parte integrante del profilo aromatico del Riesling maturo e ricercato da molti bevitori esperti, può essere scoraggiante per chi non è abituato e chi cerca principalmente aromi giovani e fruttati nel loro vino. L’atteggiamento negativo nei confronti degli aromi di benzina nel giovane Riesling, e la preferenza per i giovani vini fruttati di questa varietà, sembrano più comuni in Germania che in Alsazia o sul mercato di esportazione, e alcuni produttori tedeschi, soprattutto quelli orientati al volume, sono addirittura andati al punto da considerare le note di benzina un difetto che cercano di evitare, anche a costo di produrre vini meno adatti al lungo invecchiamento in cantina.

In tal senso, l’Istituto tedesco del vino è arrivato al punto di omettere la menzione della “benzina” come un possibile aroma nella ruota dell’aroma del vino in lingua tedesca, che dovrebbe essere adattata in particolare ai vini tedeschi, e nonostante il fatto che la professoressa Ann C. Noble avesse incluso la benzina nella sua versione originale della ruota.

La nota di benzina è causata dal composto 1,1,6-trimetil-1,2-diidronaftalene (TDN), che durante il processo di invecchiamento viene creato mediante idrolisi acida dei precursori dei carotenoidi.
La concentrazione iniziale di precursori nel vino determina il potenziale del vino di sviluppare TDN e note di benzina nel tempo. Da quanto è noto della produzione di carotenoidi nell’uva, i fattori che potrebbero aumentare il potenziale di TDN sono:

1) Uve mature, cioè basse rese e vendemmie tardive

2) Alta esposizione al sole

3) Lo stress idrico, principalmente in alcuni siti di vigneti secchi in anni caldi e secchi

4) Alto contenuto di acido anche nel ph del soil.

Questi fattori sono generalmente considerati anche come un contributo ai vini Riesling di alta qualità, quindi è più probabile che la nota di benzina si sviluppi nei vini migliori rispetto ai vini più semplici prodotti da vigneti ad alto rendimento, specialmente quelli del Nuovo Mondo, dove l’irrigazione è comune.

Luoghi di produzione.

Quando ho deciso di scrivere questo pezzo dedicato interamente al Riesling, per un attimo ho pensato che non ne sarei mai uscito vivo; probabilmente lo sto ancora pensando mentre scrivo queste righe. Tutto perché, anche se è vero che il Riesling cresce in poche zone al mondo, ahimè lo fa sopratutto in Germania, terra non molto facile da descrivere a chi si avvicina al mondo del vino per vari motivi (tra cui la lingua, i sistemi di classificazione, la facilità di lettura delle etichette). Per questo passeremo molto tempo a disquisire di questo territorio così importante, passeremo poi in ordine all’Alsazia, qualche riga la daremo anche all’Austria; continueremo poi in Australia,  e Nuova Zelanda. Il tutto senza mai tralasciare le differenze stilistiche che questo vitigno è capace di mostrare in ognuna di suddette aree. Siccome di tempo non ne abbiamo infinito, è meglio iniziare.

La Germania e la (difficile) classificazione dei vini tedeschi.

Per comprendere la classificazione dei vini tedeschi è bene comprendere quali sono i parametri presi in considerazione: le zone di provenienza, la qualità delle uve dal punto di vista zuccherino e il grado di maturazione che esse raggiungono. Questi tre fattori hanno degli “aggettivi” che li esprimeranno.

Fatemi introdurre però la definizione di grado Oechsle (si pronuncia ecsle): è un valore che esprime quanto un litro di mosto pesi in più rispetto ad un litro di acqua. Tale differenza di peso è dovuta tendenzialmente agli zuccheri presenti al suo interno; quindi maggiore sarà il grado Oechsle (da ora Oe) maggiore sarà la presenza di zuccheri; e il valore dell’alcol potenziale. Questo parametro inoltre indica la qualità dell’uva, essendo difficile in Germania raggiungere livelli buoni di zucchero.

Al livello base ci sono i Tafelwein, vini da tavola (si pronuncia teaflevain), non hanno una specifica provenienza geografica, devono raggiungere almeno i 44° Oe – alcol potenziale del 5% – e  ottenere un contenuto alcolico di almeno 8%, (anche con l’arricchimento di zucchero). Possono portare in etichetta millesimo e varietà ampelografica.

Seguono poi i Landwein il cui contenuto alcolico deve essere superiore dello 0.5% rispetto ai Tafelwein; possono essere prodotti nella versione secca (troken) o semisecca (halbtrocken) da una delle 26 regioni conosciute come Landweingebiete (si pronuncia landvainghebite).

Salendo ancora troviamo i QbA (meraviglioso acronimo che abbrevia la seguente dicitura: Qualitätswein bestimmter Anbaugebiete). Altro non sono che – letteralmente – vini di qualità provenienti da determinate zone di coltivazione.
Devono provenire dalle 13 regioni autorizzate di cui prima, e avere un grado Oechsle compreso tra 51° e 72° a seconda della zona di raccolta; contenuto finale di alcol  di almeno 7%; anche qui è ammessa l’aggiunta di zucchero al mosto anche se questa pratica è ormai in disuso.

Il 96% della produzione tedesca (incluso la categoria di vini che tratteremo nel paragrafo sottostante) proviene da qui;  e quasi tutto l’export, proviene da qui.

Ci sono poi i Prädikatswein e abbreviati come QmP, devono avere almeno il 7% di alcol, che può scendere a 5.5% per i vini classificati come Beerenauslese. Tutti i Prädikatswein devono riportare in etichetta una delle seguenti classificazioni:

Kabinett > se hanno tra 67-82° öchsle.
Spätlese > se hanno tra 76-90° öchsle (da uve raccolte con vendemmia tardiva, quindi con maggiore concentrazione zuccherina)
Auslese > se hanno tra 83-100° öchsle (Vendemmia selezionata di uve raccolte manualmente, che possono essere state già attaccate dalla muffa mobile, la botritys cinerea).
Beerenauslese > se hanno tra 110-128° öchsle. (vendemmia di acini selezionati. Gli acini devono essere raccolti a mano scegliendo quelli attaccati dalla muffa nobile o che siano almeno surmaturi).
Trockenberenauslese > se hanno tra 150-154° öchsle (gli acini devono essere botritizzati e ovviamente appassiti in pianta).

Eiswein > se hanno tra 110-128° öchsle (Letteralmente vini del ghiaccio, sono ottenuti da uve vendemmiate a Novembre o Dicembre, quando gli acini – non intaccati da muffa nobile – si ghiacciano con l’inverno; si ottiene un mosto concentrato naturalmente, in quanto durante la pressatura si elimina la parte ghiacciata – sostanzialmente acqua.  Il vino finito è dolce; sono vini eccezionali, ma molto costosi.

Note:
1)
Feinherb è il termine che si usa per indicare un vino che ricade tra due predicati, citando in etichetta il predicato superiore.
2)
GoldKapsel: Una capsula dorata indica un vino che è considerato il migliore dal produttore. Solitamente si riferisce ad un Prädikatswein che è più dolce o più intenso, oppure indica che per il piccolo lotto di produzione di questo vino è stata fatta un’asta.

I Kabinett, gli Spätlese e gli Auslese possono essere prodotti come vini dolci, semi-dolci o secchi. Quando si parla di Beerenauslese e Trockenberenauslese ed Eiswein si è davanti a dei vini dolci. Non è consentita in ogni caso l’aggiunta di zuccheri nei Pradikatswein.

I VDP
Era troppo bello che la classificazione fosse tutta qui, invece no. Siccome un folto numero di produttori trovava molto complicata questa classificazione nazionale dei vini, che non sempre riusciva ad esprimere una conseguente qualità nella bottiglia, ecco che la VDP – associazione nata nel 1910 – ha deciso di fare una propria classificazione, ufficializzata nel 2012. Questa “organizzazione” oggi racchiude ben 195 produttori provenienti da tutte le 13 regioni di qualità.

Una classificazione che si ispira molto alla Borgogna, volendo imitarne quasi il concetto di Cru e che confrontiamo sotto.

Le vigne sono suddivise in ulteriori 4 categorie di seguito elencate:

  1. Gutswein (livello regionale)
  2. Ortzwein (livello Village)
  3. Erste Lage (livello premier cru)
  4. Grosse Lage (livello Grand Cru)

Solitamente i Gutswein riportano in etichetta il nome del loro Anbaugebiet, seguito magari dal nome di fantasia del vino. Resa per ettaro massima 75 hl/ha.

Gli Ortzwein sono il frutto di più vigne appartenenti ad uno stesso villaggio, il quale solitamente compare in etichetta. Per voler complicare di più le carte in tavola è riportato in etichetta, spesso, anche la tipologia di suolo da cui proviene il vino. Sorbiamoci dunque un Kalkstein quando abbiamo suoli calcarei, un bello Blauen Schifen per indicare l’ardesia blu ed infine uno Buntstandstein ad indicare arenarie. Resa per ettaro massima 60 hl/ha.

Erste Lage e Grosse Lage sono prodotti invece da singoli vigneti.

Nell’Erste Lage solitamente abbiamo in etichetta il nome del villaggio seguito da quello del cru. Resa max. 60 hl/ha.

I Grosse Lage si rifanno in toto ai Grand Cru di Borgogna menzionando solo la vigna.

Grazie al cielo però questa classificazione è riportata solamente sul collo della bottiglia e abitualmente è menzionata quando si è davanti ad unGrosse Lage, difficilmente troveremo un Ortzwein o un Gutswein scritto da qualche parte.

Ultimissimo sforzo, nei Grosse Lage non si usa la parola Trocken per indicare un vino secco, cosa che accade invece per gli altri tre livelli; si preferisce impiegare il termine Grosses Gewäsch (gran raccolto). Così si chiama dunque un vino bianco secco proveniente da una Grosse Lage, vendemmiato come uno Spätlese e identificato con l’acronimo di GG.

A concludere dobbiamo ricordare che la classificazione del 1971 è comunque la sola riconosciuta ufficialmente dal governo tedesco e dalla UE. Questa del 2012, nonostante sia largamente accettata, vive sotto le condizioni della prima.

Curiosità: le bottiglie di Riesling della Mosella sono solitamente di colore verde; quelle del Rheingau di colore marrone.

Le zone vitivinicole

Tutta la produzione vitivinicola di questa nazione è concentrata nella parte a sud-ovest del paese. I tedeschi riconoscono ben 13 regioni, definite come produttrici di vino di qualità.

Queste 13 regioni (Anbaugebiete) sono suddivise in 39 distretti (Bereiche) che sono ulteriormente suddivisi in siti viticoli collettivi (Großlagen) di cui sono 167. I singoli siti di vigneti (Einzellagen) numero 2.658

L’industria vinicola tedesca si è organizzata attorno a queste regioni suddivise in ulteriori distretti. Tuttavia, ci sono anche alcune regioni per le categorie di vino da tavola (Tafelwein) e vino di campagna (Landwein) esportate raramente. Quelle regioni con poche eccezioni si sovrappongono alle regioni vinicole di qualità. Per fare una chiara distinzione tra i livelli di qualità, le regioni e le sottoregioni per diversi livelli di qualità hanno nomi diversi di proposito, anche quando possono essere prodotti nella stessa area geografica.

Le regioni sono chiamate in lingua tedesca “Anbaugebiete , e tratteremo qui solo quelle degne di nota per restare in tema col Riesling (che sono comunque 7).

1) Hessische Bergstraße

La Hessische Bergstrasse (Strada della montagna dell’Assia) è la più piccola delle 13 regioni vinicole della Germania, in termini sia di vigneto sia di volume. Con poco meno di 450ha, produce meno dello 0,5% della produzione totale di vino della Germania.

La regione si trova nello stato federale dell’Assia, lungo la riva orientale del fiume Reno tra Darmstadt e Weinheim. La parte settentrionale di Hessische Bergstrasse si estende dal Reno al confine Hessen-Bayern, vicino al fiume Meno. Le colline di Otenwald e il parco naturale di Bergstrasse-Odenwald offrono un ampio confine orientale.

La regione è coltivata per circa l’80% in bianco e per il 20% in rosso, in prevalenza Riesling, Pinot Bianco (Weissburgunder) e Pinot Noir (Spatburgunder). Poiché la produzione è minima (circa lo 0,5% del vino tedesco), la maggior parte del vino prodotto qui viene consumato localmente; è molto raro vedere i vini della Bergstrasse fuori dalla Germania.

La maggior parte del vino della regione è prodotto dalla cooperativa vinicola Bergstrasser Winzer, con sede nella città di Heppenheim. Circa 620 dei circa 850 coltivatori della regione sono membri di questa organizzazione. Il governo statale dell’Assia è il più grande proprietario di un singolo vigneto, con 94 acri (38 ettari) nel controllo della cantina Hessische Staatsweinguter Kloster Eberbach.

Hessische Bergstrasse è conosciuta in tutta la Germania come destinazione turistica ed è particolarmente popolare in primavera. Il clima è mite, fornendo condizioni ideali per la viticoltura. I terreni sono principalmente granito, arenaria e quarzo decomposti, con loess a vari gradi.

2) Mittelrhein

Una regione lunga e magra, segue il corso del fiume Reno tra Bingen e Bonn, una distanza di circa 100 km in linea d’aria. Alla sua estremità meridionale, la regione confina con la parte occidentale del Rheinhessen e con i bordi settentrionali di Nahe. Si interseca anche con le regioni della Mosella e dell’Ahr, dove i loro rispettivi fiumi sfociano nel Reno. I migliori siti di vigneti sono concentrati nel sud, attorno a Boppard, Bacharach e Bingen.

Alcuni dei paesaggi qui sono spettacolari, con castelli medievali arroccati su dirupi rocciosi che si affacciano sui vigneti e sul fiume sottostante; la “Valle del Medio Reno Superiore” è stata addirittura dichiarata patrimonio mondiale dell’UNESCO nel 2002.

Sfortunatamente, la bellezza drammatica della regione ha un costo per il commercio del vino. La viticoltura qui sta perdendo terreno per lo sviluppo urbano, e nel mondo moderno ci sono modi più semplici di guadagnarsi da vivere che coltivare ripide sponde del fiume. Negli ultimi 50 anni circa, la superficie vitata di Mittelrhein è diminuita di oltre la metà.

Nel corso di molti millenni, il Reno si è fatto strada attraverso le montagne di ardesia renana. In tal modo ha creato una geologia molto particolare e lo scenario per cui questa zona è famosa. Molti vigneti locali sono piantati su terreni in forte pendenza con terreni profondi, sassosi e drenanti composti da ardesia scura, loess-limoso e quarzite. I migliori hanno un orientamento verso sud o verso sud-ovest.

Il clima nel Mittelrhein è relativamente mite, secondo gli standard tedeschi. La temperatura media annuale a Coblenza è di circa 10C. La primavera arriva relativamente presto, benedicendo i vigneti della regione con una stagione di crescita leggermente allungata. La minaccia del gelo primaverile, che causa gravi problemi di vigneti in tante altre regioni marginali, è mitigata dalla presenza del Reno. Il fiume è più grande qui più che a monte, il suo volume è gonfiato dall’Ahr, dalla Mosella e da altri affluenti che fluiscono mentre passa attraverso il Mittelrhein. Il Reno, e gli altri fiumi locali, moderano considerevolmente il clima, il che significa che le forti gelate sono rare. Il Riesling rappresenta circa il 70% delle viti.

3) Mosella

Lungo il fiume Mosella (Mosel) e suoi affluenti, i fiumi Saar e Ruwer, nota precedentemente come Mosel-Saar-Ruwer. La regione della Mosella
è dominata da uve Riesling e terreni in ardesia, e i migliori vini sono coltivati ​​in vigneti molto ripidi che si affacciano direttamente sui fiumi. Questa regione produce vino leggero nel corpo, fresco, di elevata acidità e con un carattere minerale pronunciato.

E’ la zona più rinomata per la produzione del Riesling e anche in termini di estensione non scherza, classificandosi al terzo posto. Ha prodotto la maggior parte del Riesling tedesco fino agli anni 2000, poi è stata superata invece dallo Pfalz. Il segreto di una produzione marcatamente qualitativa sta nella conformazione del suolo, ricco di ardesia e nella già citata ripidità; si aggiunge poi il fiume che, con il suo lento scorrere, mitiga tutta la zona, conferendole quella piccola dose di calore necessaria a far raggiungere una maturazione ottimale delle uve, nonostante ci si trovi in una zona fredda, con temperature medie che non superano i 10°C.

Proprio la ripidità di queste zone è un problema sociale; ogni vendemmia comporta perdite umane. Alcuni vignaioli, quasi ogni anno precipitano lungo i pendii che spesso sono talmente ripidi da sembrare pareti da rampicata. Questo ha fatto si che si sviluppasse un sistema di allevamento noto come “Single post”. Le vigne sono allevate verso l’alto senza cavi di sostegno, con sistema speronato o a doppio Guyot. I tralci sono avvolti a forma di calice verso l’alto; questo consentiva una libertà maggiore di movimento, senza dipendere dalla disposizione dei filari. Con il tempo questo tipo di sistema di allevamento sta perdendo piede, ma ancora oggi è il testimone di che cosa significhi praticare viticoltura eroica, facendoci inoltre ricordare perché molti vini provenienti da questa zona siano poi particolarmente costosi.

3.1) Bernkastel

Bernkastel si trova proprio sulle rive del fiume Mosel, tra Graach (a nord) e Piesport (a ovest). Questo è il vero cuore del Mittelmosel, ed è senza dubbio il primo posto in Germania per la viticoltura. Qui il fiume  Mosel forma un tornante, all’interno del quale si trova un pezzo di terra dominato da pendii scoscesi, imponenti e rigogliosi.

Questa piccola zona di circa 50km in lunghezza reclama ben 3/4 di tutti gli Anbaugebiet; non solo, i migliori Riesling del mondo originano qui.

Grandi produttori quali Joh.Jos. Prüm, Dr. Loosen, Reinold Haart producono qui bottiglie capaci di invecchiare per decenni.

3.2) Terrassenmosel

Anche qui i pendii possono arrivare al 70%, rendendo non semplice la viticoltura. Questa zona produce vini di altissimo livello e che recentemente hanno spinto Reinhard Heymann-Löwenstein a richiedere l’DOP per tre singole parcelle. Altro produttore importante è Clemens Busch con i suoi 10 ettari di vigne in regime biologico da oltre 25 anni.

3.3) Obormosel

È la parte che si trova sulla riva destra della Mosella e che arriva fino al confine con Trier, vicino alle frontiere francesi. Questa zona merita menzione per il suo terreno, non diverso da quello di Chablis e Champagna, a base di calcare. Anche un altro vitigno però è allevato qui, trovando il suo spazio: il Relbling.

3.4) Ruwertal

Oggi a Ruwer ci sono circa 190 ettari di vigneti, a fronte di circa 750 ha nella Saar e 9000 ha nella Mosella, ma di questi il 90% dei vigneti è Riesling.

La zona vinicola segue la valle del Ruwer a sud-est della città dell’omonima cittadina per 10 km fino a Morscheid, dove i vigneti terminano dando spazio a boschi.
Kasel è il villaggio vinicolo più conosciuto e ha due siti classificati come Grosse Lage dal VDP. Keisel e Mertersdorf sono villaggi vincoli più noti, con vigneti storici riconosciuti come i migliori e GG.

3.5) Saar

Segue il fiume omonimo dal suo incrocio con la Mosella nella città di Konz, appena a ovest di Treviri a nord, a monte di Taben-Rodt a sud, una distanza di circa 17 chilometri. I vigneti della Saar sono piantati prevalentemente a Riesling.

In totale, la Saar ha circa 750 ettari, esposti ai venti freddi orientali, e la maturazione delle uve può essere una sfida.
Non sorprende che i migliori vigneti si trovino sui pendii rivolti a sud, dove le viti sono esposte al sole per tutto il giorno, aiutando la maturazione.
La posizione principale nella Saar è Scharzhofberg, su una valle tributaria a est di Wiltingen.

Il terreno in ardesia blu conserva bene l’acqua, che aiuta a prevenire il gelo;  i vini sono apprezzati per la loro intensa mineralità e l’elegante acidità. Il mesoclima di Scharzhofberg vede grandi fluttuazioni di temperatura.

La cantina più famosa della regione, Egon Müller, si trova ai piedi dello Scharzhofberg e produce alcuni dei vini bianchi più costosi e longevi del mondo. Van Volxem anche produce vini pregiati nella Saar, tra cui il Grosses Gewächs Riesling Scharzhofberg.

Wiltingen vanta il maggior numero di siti di Grosse Lage di alto livello nella Saar, con otto nella lista dei VDP del 2016.

Brauner Kupp è probabilmente il prossimo in termini di fama dopo Scharzhofberg. Altri importanti siti di Grosse Lage nella regione della Saar comprendono l’anfiteatro naturale di Ockfener Bockstein e il vigneto Saarburger Rausch, in gran parte di proprietà di Geltz-Zilliken.

Kanzem merita altrettanta attenzione per la sua indiscussa qualità; Wawern e Serrig sono alcuni degli altri villaggi in cui si trovano numerosi vigneti  Grosse Lage.

4) Nahe

Suoli di origini vulcaniche hanno una conformazione eterogenea attorno al fiume Nahe; questa terra, dove una volta era il Müller-Thurgau a farla da padrone, inizia a dare Riesling molto interessanti e le piantagioni, relativamente basse di Riesling  (il quale occupa solo il 27% della superficie vitata), nonostante il loro prestigio, riflettono la diversità di Nahe in termini di terroir. La maggior parte dei vigneti si affaccia sul fiume, ma il suo meandro e l’inclusione di villaggi vinicoli su un certo numero di affluenti crea una serie di terroir, che non sono tutti adatti al Riesling.

Ci sono circa 4000 ettari di vigneti, distribuiti in sette Grosslagen (distretti vinicoli) e 328 Einzellagen (singoli vigneti). La superficie totale del vigneto è diminuita – come la Mosella qui ci sono molti siti scoscesi, e mentre possono produrre una grande qualità, lo sforzo richiesto per coltivarli ha portato molti ad abbandonarli: la subregione di Alsenztal, un tempo coperta da vigneti, ha quasi cessato di esistere.

Il Müller-Thurgau era stata la varietà più comune; Il Riesling è ora il re tra i produttori di qualità, ma rappresenta ancora solo il 27% circa di tutte le piantagioni di Nahe. Anche le varietà rosse sono in aumento, con le piantagioni di Dornfelder, Spätburgunder e Portugieser che sono quadruplicate dal 1990.

5) Palatinato o Pfalz 

La seconda regione produttrice in Germania, con produzione di stili di vino molto diversi (soprattutto nella metà meridionale), dove il vino rosso è in aumento. La metà settentrionale della regione è sede di molti noti produttori di Riesling con una lunga storia, specializzati in vini secchi. Fino al 1995, era conosciuto in tedesco come Rheinpfalz.

Lo stile dei vini di Pfalz si è notevolmente evoluto negli ultimi decenni. Negli anni ’90, la percentuale di Sekt prodotta qui è aumentata in modo significativo in risposta alla crescente domanda di vini spumanti (sia nazionali che internazionali).

I vini bianchi fermi della regione si sono ridotti in dolcezza e ora sono principalmente trocken (secchi). Anche i suoi vini rossi si sono evoluti, diventando più corposi e più ricchi di alcol, mentre l’appetito globale per questo stile ha continuato a crescere. Qui il Pinot Noir è diventato uno degli stili di vino più ammirati della Germania e sta guadagnando attenzione sia a livello nazionale che internazionale. Persino Dornfelder, le cui piantagioni in tutta la Germania sono aumentate in modo significativo negli ultimi anni, si sta ora affermando come un vino più serio.

6) Rheingau

È una piccola regione sita su un’ansa del Reno che offre condizioni eccellenti per la viticoltura. I più antichi riferimenti documentati al Riesling provengono dalla regione del Rheingau ed è la regione in cui sono nate molte pratiche vinicole tedesche, come l’uso delle denominazioni Prädikat; qui si trovano si trovano molti produttori di alto profilo. Lo stile del Riesling si trova tra la Mosella e il Palatinato e altre regioni meridionali, e combina al meglio i migliori aspetti di entrambi.

Nel 2013, il Rheingau ospitava circa 3150 ettari di vigneti, pari a solo il 3% del totale della superficie vitata della Germania.

Climaticamente, il Rheingau è fresco e continentale, con una temperatura media annuale di 10 ° C, 1643 ore di sole all’anno e solo 530 mm di precipitazioni annuali. I tipi di suolo e la topografia variano considerevolmente da un’estremità all’altra della regione, dalle basse colline e terreni calcarei intorno a Hochheim a est fino ai ripidi pendii di ardesia di Assmannshausen a ovest. Tra questi due estremi, i dolci pendii rivolti a sud che si estendono da Walluf a Rudesheim sono fatti di ardesia, quarzite, arenaria, ghiaia e loess.

Rüdesheimer Berg è inoltre la zona produttiva considerata tra le migliori; la sua triplice esposizione consente di avere sole sui vigneti dalla mattina alla sera, consentendo così il raggiungimento della maturazione ideale.

7) Rheinhessen o Assia renana

La più grande area di produzione in Germania. Un tempo nota come terra del Liebfraumilch.

I migliori vini Riesling sono simili del Riesling Palatinato: secchi e potenti. Nonostante il suo nome, si trova nello stato federale della Renania-Palatinato, e non in Assia.

Alsazia

Possiamo finalmente scavalcare il confine per muoverci verso l’Alsazia, terra appartenente oggi alla Francia ma che nel corso degli anni è stata più volte sotto la Germania, della quale ha preso il concetto di monovarietale in etichetta.

L’Alsazia, la regione più piccola della Francia, è divisa in due dipartimenti, l’Haut-Rhin (zona da cui provengono i vini premium) e il Bas-Rhin.

Geograficamente, l’Alsazia è separata dal resto della Francia dalle montagne dei Vosgi a ovest. Questa catena montuosa fa da vero e proprio scudo contro le piogge conferendo alla regione uno dei climi più aridi e soleggiati della Francia. Colmar, capitale del dipartimento dell’Alto Reno, è la città più secca della Francia. Le vigne crescono su una sottile lingua di terra situata ai piedi dei monti, e la loro esposizione è fondamentale: quelli esposti verso sud-est riescono a godere di una lunga esposizione al sole, fattore che consente di raggiungere con più facilità una migliore maturazione.

I vigneti alsaziani crescono su suoli eterogenei, la terra è un mosaico geologico; granito, pietra calcarea, scisto, argilla, ghiaia, gesso, loess e l’arenaria rosa locale – grés de Vosges – si possono trovare ovunque. Sebbene la struttura del suolo sia generalmente composta da scisto, granito e sedimento vulcanico. I pendii più bassi sono su una base di calcare, e sul fondo delle montagne si trovano prevalentemente  terra alluvionale e ghiaia. La riflessione sul tipo di suolo è fondamentale in considerazione della varietà di uva appropriata.

Il Riesling è una delle varietà nobili dell’Alsazia (le altre sono Gewürztraminer, Pinot Gris e Muscat), le uniche che possono crescere, salvo alcune eccezioni nei Grand Cru.

Caratteristiche di un Riesling Alsaziano

I Riesling alsaziani sono più secchi, più potenti e più alcolici rispetto ai cugini tedeschi. Sono tra i bianchi più longevi al mondo, a causa della loro spiccata acidità e mineralità. Con la dolcezza che negli ultimi anni ha continuato a salire, la legge della AOP alsaziana impone che, a partire dal 2008, il vino Riesling standard debba essere secco.

Le AOP in Alsazia esistono dal lontano 1975, quando fu creata una denominazione apposita per il famoso vigneto Schlossberg. Ci sono 51 vigneti Grand Cru oggi.

I villaggi che hanno un Grand Cru nella loro amministrazione lo considerano una fonte di orgoglio; motivo per cui spesso dei cartelli recanti i relativi Cru sono esposti in  grande, montati nei vigneti.

L’alcol potenziale minimo deve essere dell’11% per Riesling e Muscat e del 12,5% per Pinot Grigio e Gewurztraminer, sebbene alcuni vigneti impongano quantità maggiori.

Solitamente, salvo rarissime eccezioni, i vini sono mono-varietali e il nome del vitigno compare in etichetta (ricordo che è l’unica zona Francese in cui accade ciò, dovuto dalla storica influenza tedesca).

Nel 1984 furono istituite due AOP, dedicate ai vini da vendemmia tardiva: Vendanges Tardives e Sélections de Grains Nobles

Questi due termini implicano dolcezza e possono comparire in etichetta sia su Alsace AOP sia su Alsace Grand Cru AOP, a condizione che i vini contengano una sola varietà di uva.
Le uve destinate alla Sélection de Grains Nobles possono essere attaccate da muffa nobile, sviluppandone poi i tipici sentori, mentre i Vendages Tardives si ottengono con la tecnica dell’appassimento. C’è un numero minimo di zuccheri per litro che si deve raggiungere. Il Vendanges Tardives richiede un minimo di 235 g per il Riesling, mentre la Sélection de Grains Nobles ne richiede 276 g per litro.

La Sélection de Grains Nobles è sempre un vino da dessert, i Vendage Tardive invece possono essere piuttosto secchi nello stile.

L’Haut-Rhin

Etichetta di un Riesling Alsaziano.

Austria.

Caratteristiche Riesling Austriaci.

I Riesling austriaci sono quasi sempre secchi. Tendono ad essere più corposi dei riesling tedeschi, ma più croccanti rispetto a quelli dall’Alsazia.

Possono mostrare frutta e sapori erbacei meravigliosi, oltre a una grande mineralità, che in genere si usa per descrivere sapori di pietra e roccia.

La nomenclatura austriaca è più semplice di quella tedesca, con una eccezione: i vini della regione di Wachau, dove esiste la classificazione “federspiel”, che indica il livello di maturazione al quale sono state raccolte le uve.

Il livello più leggero, Steinfeder, rimanda  a vini freschi. Federspiel sono invece vini di medio corpo, mentre i più ricchi sono etichettati come  Smaragd.

L’area vitata dell’Austria è per lo più confinata alle parti orientali del paese. Da nord a sud, le quattro principali regioni vinicole, o weinbaugebiete, sono Niederösterreich, Wien (Vienna), Burgenland e Stiria.

Il Niederösterreich e il Burgenland contengono circa il 90% dei vigneti del paese. Con il 31% della superficie totale del vigneto, l’autoctono Grüner Veltliner è la varietà bianca più coltivata, seguita da Welschriesling, Müller Thurgau, Weißburgunder, Riesling e Chardonnay, In un censimento del 2015 è risultato che le varietà bianche occupano il 67% delle vigne austriache. La legge austriaca sul vino definisce tre livelli di qualità: Wein, Landwein e Qualitätswein (suona familiare no?).

Qualitätswein, il più alto livello di qualità e specificità regionale in Austria, proviene da una singola Weinbaugebiete o da una delle 16 regioni vinicole più piccole e può essere prodotto da una o più delle 36 uve autorizzate.  Le bottiglie passano sotto un processo di degustazione e analisi chimiche, affinché possano ottenere la banderuola rossa da apporre sulla capsula della bottiglia.

La produzione di Landwein è limitata alle stesse 36 varietà consentite per  i Qualitätswein, ma i vini sono etichettati con una delle tre vaste aree geografiche (Weinbauregionen): Weinland, Steierland o Bergland.

Weinland copre le aree definite Niederösterreich, Wien e Burgenland, Steierland corrisponde a Steiermark, e Bergland comprende circa 500 ettari di terreno coltivato a vigneto sparsi per il resto della campagna montuosa dell’Austria.

Tutti e tre i livelli di qualità condividono una resa massima di 9.000 kg / ha (67,5 hl / ha), ma i pesi minimi aumentano ad ogni scalino qualitativo.

Australia

Caratteristiche Riesling Australiani.

In generale, il Riesling australiano è più secco degli esempi tedeschi, alsaziani e neozelandesi. Ha subito una rivoluzione negli anni ’50, quando il Colin Gramp di Orlando ha aperto la strada all’impiego della refrigerazione, che ha permesso ai viticoltori di preservare i delicati aromi e i sapori di frutta fresca tipici della varietà.

Un Riesling giovane mostra i tipici aromi e sapori di agrumi e frutta tropicale, seguiti da piacevoli tratti floreali e minerali e alti livelli di interessanti di acidità.  Buono è il potenziale di cantina. I Rieslings di Clare ed Eden Valley, insieme agli esempi di Vittoria, hanno mostrato come possano invecchiar egregiamente nonostante l’uso del tappo a vite, impiegato da più di 30 anni.

I Riesling australiani di migliore qualità sono coltivati ​​in regioni fresche e adatte, con una lunga stagione di maturazione e sbalzi termici diurni indispensabili, per la trattenere l’acidità. Queste condizioni consentono lo sviluppo di delicati aromatici, una maggiore gamma e concentrazione di aromi, moderato alcol e ottima freschezza.

Clare Valley

La Clare Valley è la regione vinicola più settentrionale dell’Australia Meridionale, situata a 130 km a nord della capitale dello stato, Adelaide.

Il Riesling regna sovrano qui. I vini sono particolarmente famosi per la profondità dei classici sapori Riesling – di agrumi esotici, lime e fiori d’arancio, mele croccanti con una buona dose di mineralità e acidità. I vini migliori possono anche essere conservati in cantina per 20 o più anni.

L’escursione termica diurna della temperatura garantisce un colore intenso e una forte concentrazione di aromi. Alcuni di questi vini si contendono il titolo di miglior prodotto in Australia.

Le viti sono collocate a quote variabili e si trovano su pendii, altopiani battuti dal vento e fondovalli, con una condizione eterogenea di coltivazione della vite. La maggior parte dei vigneti si trova ad un’altitudine compresa tra i 400 e i 500 metri. Ogni singola posizione, a seconda della qualità del suolo e dell’esposizione alla luce solare, produce tipi e qualità di vino distinti. Watervale è un tale mesoclima, che riceve venti più freddi dal Golfo di St Vincent mentre la maggior parte della regione è influenzata dai venti occidentali più caldi dal Golfo di Spencer.

Nel complesso il clima di Clare Valley è moderato-continentale. Il suolo locale è vario, con un mix di elementi alluvionali fertili, rocce alterate e calcare, ognuno dei quali trasmette i propri caratteri ai vini.

È una delle regioni vinicole più pittoresche dell’Australia, con una tradizione enologica che risale all’inizio del XIX secolo, quando furono piantate le prime viti. La moderna Clare Valley è sede di un gruppo di aziende vinicole attente alla qualità, spesso boutique, con le proprie cantine, ognuna delle quali offre una gamma di specialità locali e regionali al gran numero di turisti che visitano la zona. Uno dei punti salienti del turismo della regione è il Riesling Trail, che collega le aziende vinicole della Clare Valley.

Eden Valley

Eden Valley è la regione vinicola  climatica più fresca situata nella zona di Barossa.

Le dolci colline della catena montuosa Barossa offrono ai vigneti altitudine, il fattore più importante per modellare gli stili di vino tipici della regione.

I migliori vigneti si trovano su pendii moderati e ben esposti alla luce del sole, ad altitudini comprese tra i 380 ei 500 metri sul livello del mare. Questa altitudine rende le condizioni di crescita nella regione molto più fresche rispetto a quelle della Barossa Valley, determinando una stagione di crescita più lunga che conferisce ai vini della valle dell’Eden la loro accentuata concentrazione di sapori. La regione ha una vasta gamma di tipi di suolo – rocce e ghiaie prevalentemente alterate in un sottosuolo a base di argilla.

Eden Valley compete con Clare Valley per la qualità dei suoi Riesling. Le uve prosperano nel clima fresco e i vini in gioventù mostrano distinti caratteri esotici di lime, mela e fiori, insieme a una rinfrescante acidità e mineralità, sviluppando note tostate più complesse con l’età. I migliori esempi di questi vini possono essere conservati in cantina per dieci anni e possono essere confrontati in termini di qualità anche con i vini tedeschi.

Gli altri importanti vitigni coltivati ​​nell’Eden Valley sono il Cabernet Sauvignon e lo Chardonnay.

Nuova Zelanda

La Nuova Zelanda è famosa per i suoi bianchi, capaci di mostrare freschezza e spiccata componente aromatica; il Sauvignon Blanc è senza dubbio il vitigno più importante e il Riesling, per quanto buono, qui rappresenta a malapena l’1% della superficie vitata. Civiltà del Bere nell’edizione 2/2018 riporta quanto segue:

Il Riesling ricopre solo l’1% delle vigne – 753 ettari – nel 2016, con un crollo del -23% rispetto al 2009.

Lo stile è senza dubbio emulativo, cercare di replicare i vini del vecchio continente è una prassi molto diffusa nelle nuove zone vitivinicole; non è un limite, anzi, molto volte tale imitazione ha fatto si che si scoprissero terroir di elezioni ampelografiche di particolare rilievo.

Non sorprende quindi che il Riesling della Nuova Zelanda possa spaziare nello stile dal secco al dolce, dall’agrumato all’idrocarburico.

I vini giovani mostrano spesso gli aromi fragranti e floreali di mela, agrumi, limone e frutta tropicale. Con l’età, il miele tostato e talvolta i sentori di kerosene possono svilupparsi.

Le regioni più fredde – situate nell’Isola del Sud – (Nelson, Marlborough, Canterbury e Central Otago) producono la maggior parte del Riesling della Nuova Zelanda, e negli ultimi anni c’è stato un aumento del numero di vini più leggeri in alcol (7,5% – 10% vol.). Questi Riesling rinfrescanti e leggeri offrono un contrasto più vivido nello stile degli altri principali vini bianchi neozelandesi e sono molto più vicini allo stile del classico modello tedesco: a basso tenore alcolico / acido. La mineralità espressiva può essere un’ulteriore caratteristica di questi vini più dall’impronta più fresca.

Mentre ci si dirige verso nord, con l’aumentare delle temperature, si hanno maturazioni diverse. Nelle zone di Hawkes Bay e Martinborough l’acidità diminuisce, aumenta l’alcol e il vino diviene, solitamente, più ricco, pieno e secco.

Ciò che è chiaro è che non ci sono ancora formule stilistiche fisse per Riesling in Nuova Zelanda. E lungi dall’essere una cosa negativa, la Nuova Zelanda ha la fortuna di produrre una vasta gamma di stili Riesling. È un po ‘come avere tutte le regioni produttrici di Germania, Francia e Australia sotto un cielo.

Stati Uniti

California

Il Riesling fu ufficialmente piantato per la prima volta in California nella città di St. Helena nel 1861. All’epoca era conosciuto come “Johannesburg Riesling” (un riferimento a Schloss Johannesburg in Germania) e ancora oggi viene chiamato “Riesling bianco”.

Negli anni ’60 il Riesling era uno dei vitigni più famosi della California, ma fu superato da Chardonnay e altri vini bianchi a partire dagli anni ’70 in poi.

Nel 2006, le vendite di Riesling hanno ripreso a salire notevolmente.

Oggi, il Riesling è coltivato soprattutto nelle regioni più fresche e più alte della California, in particolare nella Alexander Valley e in alcune zone costiere. Gli stili variano da secco a dolce con alcuni produttori di vino che producono ottimi vini da dessert da muffa nobile.

Oregon

Il clima straordinariamente fresco dell’Oregon, le rese naturalmente basse e gli antichi terreni sedimentari vulcanici e marini conferiscono un carattere unico ai vini prodotti dalle piccole aziende di famiglia.
Il Riesling è stato parte integrante della moderna industria vinicola dell’Oregon dall’inizio degli anni ’60 quando Richard Sommer, laureato alla UC-Davis, si trasferì a nord della California e lo piantò nella fredda Umpqua Valley dell’Oregon.

Gran parte dell’industria del Riesling oggi ruota attorno alla Willamette Valley, una valle ancora più fresca. Trent’anni fa, ben il 23% della produzione dell’Oregon era Riesling. Sebbene il Riesling oggi abbia percentuali di molto inferiori rispetto a quelle di una volta – a causa dell’exploit del Pinot Nero – c’è ancora molta passione e concentrazione sulla sua produzione da parte di molti produttori..

Le uve raggiungono un buon livello di acidità naturale, possono arrivare a maturazione tardiva, dare vini di bassa gradazione alcolica, con note di frutta bianca, fiori, dal sorso deciso; tutto grazie al clima fresco della regione.

I vini per il 60% della produzione sono secchi o mediamente secchi, mentre il restante 40% completa la gamma, fino ad arrivare a vini da dessert.

Gli abitanti dell’Oregon sono convinti che il Riesling sia il vitigno con cui si completa il ciclo di conoscenza del vino: è da dove si inizia ad apprezzare il mondo della degustazione ed è dove si torna quando si desidera bere qualcosa di eccellente, quando si ha ormai grande esperienza.

Finger Lakes (New York)

Circa 300 miglia a nord-ovest di New York City si trova una bella regione vinicola con 11 laghi paralleli da nord a sud scolpiti dai ghiacciai dell’Era Glaciale  di 10.000 anni fa. Il clima fresco della regione dei Finger Lakes, la mitigazione della temperatura  dovuta alla stessa influenza dei laghi, i terreni glaciali e la topografia inclinata si combinano per farne una delle aree di produzione Riesling più belle del mondo.

L’ascesa di Riesling di questa zona è dovuta ad una combinazione di terroir, visione pionieristica, cooperazione industriale, ricerca di livello mondiale e forte promozione.

I laghi scolpiti dai ghiacciai sono l’impianto di riscaldamento e dell’aria condizionata durante tutto l’anno per i vicini vigneti. I terreni glaciali forniscono un buon drenaggio dell’acqua e le colline inclinate consento il passaggio di correnti d’aria tale che l’aria fredda in autunno e in inverno scivoli verso i laghi dove si riscalda e, al momento della raccolta, crei nuvole uniche nella forma nei laghi sottostanti.

Gli immigrati europei sono stati in gran parte responsabili della “Rivoluzione dei Riesling” che molti ritenevano impossibile. Di gran lunga la figura chiave era il viticoltore Dr. Konstantin Frank, il quale dimostrò che i delicati vitigni europei come il Riesling non solo potevano sopravvivere, ma prosperare, nel fresco clima dei Finger Lakes se venivano piantati nel posto giusto con il portainnesto giusto e curati adeguatamente . Tuttavia, il francese Charles Fournier ha anche svolto un ruolo fondamentale nel dare al Dr. Frank l’opportunità di condurre inizialmente il suo audace esperimento per Gold Seal Vineyards negli anni ’50. Molto più tardi, Hermann J. Wiemer, nato in Germania, ha creato un vivaio, un vigneto e un’azienda vinicola incentrati su Riesling, che oggi, come le cantine del Dr. Frank Vinifera, rimane un’icona del luogo.

Oggi, circa 130 cantine producono un totale di oltre 100.000 casse di Riesling all’anno.

La rivoluzione della qualità deriva da una combinazione di cooperazione industriale e ricerca di livello mondiale. I viticoltori e i produttori sono incredibilmente collaborativi, condividendo con entusiasmo conoscenza ed esperienza che possono aiutare tutti a produrre vini migliori, il che a sua volta migliora la reputazione della regione. Un esempio tangibile: i produttori di vino di tre diverse aziende vinicole collaborano a un Riesling chiamato Tierce, che ha vinto i migliori riconoscimenti in molte competizioni internazionali e che l’esperto di vini / enologo di Riesling Dan Berger ha scritto “potrebbe essere il miglior Riesling secco mai prodotto in America.” Tierce era l’unico vino bianco servito al pranzo inaugurale presidenziale del 2013.

Anche i ricercatori della Cornell University e i professionisti dell’estensione hanno svolto un ruolo chiave con eccellenti studi viticoli ed enologici sui modi per migliorare la qualità dei vini Riesling.

Proprio come l’Oregon è diventato famoso per il Pinot Nero e la Nuova Zelanda per il Sauvignon Blanc, molti produttori di Finger Lakes ritengono che Riesling sia il loro biglietto per la consapevolezza e il rispetto internazionale come regione vinicola di alta qualità.

What about us? (Italia)

Il nostro paese in termini numerici conta davvero poco nella produzione mondiale, non per questo però dobbiamo trascurarne il patrimonio.

Poiché il Riesling ama climi freddi e continentali, conseguenza logica vuole che sia diffuso maggiormente nel nord dello stivale: Piemonte, Trentino, Friuli Venezia Giulia e Veneto; piccole quantità sono presenti anche in Abruzzo e sull’Etna. Sempre Civiltà del Bere, nel 2 numero del 2018 scrive:

“I numeri del Riesling (renano) nel nostro Paese sono ancora poca cosa, essendo coltivato su circa 680 ettari, pari a circa lo 0,1% del Vigneto Italia, che consentono la produzione di un numero molto limitato di bottiglie, subito “razziate” dagli estimatori. L’età di queste piante, inoltre, è compresa tra i 20 e i 40 anni e dimostra come negli anni più recenti l’interesse per una varietà così complicata, rischiosa e costosa da vinificare sia rimasta abbastanza contenuta e non abbia più di tanto stimolato la realizzazione di nuovi e più moderni impianti viticoli”.

Chiaramente definire uno stile che sia nostrano e tipico è qualcosa di impossibile; pochi i dati, poche le evoluzioni e poche le realtà uniformi che facciano squadra sulla produzione di Riesling. Si possono citare però quei produttori che, nonostante tutto, sono riusciti a tirare fuori grandi etichette: per il nord Vajra, Monsupello, San Michele Appiano, Ettore Germano e Falkestien; per il sud Planeta.


Bibliografia

  • Grapes and Wines – Oz. Clark, Sterling Epicure – 2015
  • Oxford Companion to Wine – Jancis Robinson, Quarta edizione.
  • Civiltà del Bere 2/2018 > Monografia Riesling
  • Vinology, Torcoli-Giardina, Bur-Rizzoli 2016
  • www.drinkriesling.com
  • www.guildsomm.com
  • www.winesearcher.com

Questo è un negozio di prova — nessun ordine sarà preso in considerazione. Ignora