Il Chianti di Montesecondo

San Casciano in Val di Pesa è la regione sita all’estremo nord-ovest dell’areale dedicata al Chianti Classico. Qui la conformazione geologia e climatica è differente rispetto alle aree di Radda, Greve e Gaiole. L’influenza tirrenica rende il clima più caldo, con una maturazione delle uve leggermente anticipata.
La morfologia del territorio comunale è prevalentemente collinare, intervallata dalle strette pianure alluvionali del torrente Pesa e fiume Greve e relativi affluenti. La valle della Pesa che si sviluppa in direzione appenninica costituisce di
fatto l’asse del territorio comunale. Le quote altimetriche variano tra circa 78 metri s.l.m. in corrispondenza della piana di Cerbaia (fondovalle del Fiume Pesa) e circa 510 metri s.l.m. nella zona di Valigondoli e Poggio La Croce (circa 3,5 km a SE dell’abitato di Montefiridolfi), anche se mediamente i rilievi collinari non superano i 300 metri.

Il bacino della Val di Pesa è inserito all’interno del contesto geologico dei bacini neogenici della Toscana tirrenica. I suddetti bacini sono caratterizzati da ampi volumi di riempimenti neogenici-quaternari, con un’alternanza di sedimenti marini e continentali, un pattern sedimentario dipendente dalle variazioni del livello del mare, a sua volta regolato a livello globale dalle eustasie e dai cambiamenti climatici che
hanno caratterizzato il passaggio fra il tardo Neogene e il Quaternario e non per ultimo dalla tettonica regionale. In particolare proprio l’interazione fra tettonica regionale e processi eustatici hanno portato all’assetto litostratigrafico caratterizzato da un alternanza ciclica di depositi marini e continentali fluvio-lacustri.

Le vigne di Montesecondo si trovano a loro volta all’estremo nord-occidente della zona comunale di San Casciano; Silvio Messana possiede due terreni, uno a Cerbaia, nella parte bassa, e l’altro verso Panzano, con un’esposizione a nord-est e un’altitudine di 500 metri sul livello del mare.
Uve di Trebbiano, Sangiovese e una piccolissima parte di Cabernet Sauvignon popolano i campi dove egli passa ormai la maggior parte del suo tempo.

Bottiglie del “Tin” e del Chianti Classico

Il Sangiovese “TIN” (IGT) esprime con grande chiarezza il territorio di provenienza. La fermentazione, la macerazione di circa 10 mesi e l’affinamento in anfora ne enfatizzano le caratteristiche varietali. L’uva viene raccolta da vigne la cui età media è 20 anni e la densità di 6500 ceppi ad ettaro. In una piccola verticale si può descrivere che la 2012 ha un rubino scarico con naso croccante di frutta rossa, condito da un timbro erbaceo e salmastro; palato elegante, tannino morbido e un alcol ben integrato. Nella 2013 l’incipit olfattivo è dedicato a note di pomodoro, che sovrastano un frutto leggermente più spento; interessante l’alternanza fresco-tannica che si presenta al palato. La 2016 ha ancora il vigore di un vino giovane, che può invecchiare per almeno 8 anni. Il frutto è dolce, c’è maggiore morbidezza olfattiva, senza quelle note più selvatiche che il Sangiovese spesso tira fuori; corposo, con un timbro alcolico apparentemente più caldo.

Il Chianti Classico Montesecondo, che declinerò nelle annate 2012, 2014 e 2016 è un blend di Sangiovese, Canaiolo e Colorino, assemblati al momento della raccolta. L’affinamento, avviene per metà in botti di media grandezza, per metà in vasche di cemento. La prevalenza dell’uva viene raccolta da vigne più vecchie con densità d’impianto di 3300 ceppi ad ettaro.

2012 – Com’è giusto che sia il bouquet apre con note terziare molto evidenti, una piacevole tostatura spinge – assieme a frutti rossi – con possanza verso le narici una rinfrescante nota agrumata. Tannino delicato, buona freschezza e succulenti ritorni gustativi mostrano quanto il vino sia deciso ad invecchiare per lungo tempo.
2014 – Questo calice parte con un colore più scarico e il naso si differenzia con un profilo più vegetale e meno fruttato, che vira su note balsamiche verso la fine. Anche il sorso è più esile e entra con più delicatezza.
2016 – Qui tutto s’infittisce, il colore è più scuro e carico; il naso palesa note di mora. Al palato una lieve petillance, e un tannino più marcato. Intensi i ritorni gustativi.

Altri vini prodotti sono:
– un Cabernet Sauvignon (Il Rospo IGT), davvero carico e potente nella 2014.
– il Ghazii, un metodo ancestrale di Sangiovese in purezza altamente beverino, di quelli che si termina in 5 minuti durante una cena.
Trebbiano orange wine che si fa ben 6 mesi sulle bucce. Ciò che accomuna la 2014 e la 2016 sono i marcati frutti gialli maturi, i sentori di frutta secca, uvetta e mela cotogna. Sicuramente consistente al palato è un vino che appassionerà gli amanti del genere.

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Montesecondo – Silvio Messana
Via per Cerbaia, 18
50020 Cerbaia val di Pesa, San Casciano – Firenze
ITALY
info@montesecondo.com
www.montesecondo.com

La descrizione dell’orografia di San Casciano è tratta da L.R. n.65 del 10 Novembre 2014 del comune di San Casciano.



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