Il Nizza di Cascina Garitina

Lunedì 5 Novembre, presso la Fondazione Italiana Sommelier, si è tenuta un’interessante degustazione dedicata alla DOCG Nizza. Massimo Billetto, in compagnia di Gianni Bertolino – presidente dell’Associazione produttori del Nizza – ha condotto una degustazione guidata dedicata all’annata 2011 di nove diversi produttori.

La DOCG Nizza è di recenti origini, nel 2014 arriva la tanto desiderata Denominazione Garantita, dopo un lungo percorso che ha visto i produttori di Nizza, fare sempre più squadra e qualità all’interno del mondo della Barbera del Monferrato e della Barbera d’Asti. 

Solamente nel 2000 fu riconosciuta la sottozona “Nizza” nel Barbera d’Asti DOC Superiore, assieme alle sottozone di Tinella e Colli Astiani. 

Nizza racchiude un territorio di 18 Comuni, con una capacità di espansione quantitativa limitata anche negli anni futuri: i limiti imposti dal disciplinare sono molto severi, con rese di 7 tonnellate per il Nizza e il Nizza Riserva; e 6,3 per il Nizza “Vigna”.
Inoltre è previsto un invecchiamento di 18 mesi (di cui almeno 6 in legno) per il Nizza; e 30 mesi (di cui almeno 12 in legno) per il Nizza Riserva. Il vitigno deve essere Barbera 100% con titolo alcolico di almeno 13°.

Tra i vari produttori che ho degustato mi ha particolarmente colpito Cascina Garatina, che ha saputo destreggiarsi tra etichette importanti come Olim Bauda, Dacapo, Michele Chiarlo ed Erede di Chiappone.

L’azienda

Fondata nel lontano 1900, Cascina Garitina è un’azienda agricola a conduzione familiare, giunta alla quarta generazione con Gianluca Morino, l’attuale titolare. Il nome dell’azienda affonda le origini in quello della bisnonna Margherita, il cui diminutivo – Margheritina – in dialetto è appunto Garitina.

Le vigne più vecchie (del 1939, 1951 e 1969) sono dedicate alla produzione del Nizza, in onore all’anno 1900 – anno di fondazione dell’azienda – il Nizza si chiama Neuvsent (traduzione piemontese della parola Novecento).

I vigneti si trovano nel cuore del Monferrato e si estendono su un’area di circa 26 ettari: non solo Barbera ma anche Brachetto, Dolcetto, Pinot Nero, Merlot e Cabernet Sauvignon.

La zona è quella di Castel Boglione, situata nel settore Sud: cito come lo descrive Masnaghetti nella sua mappa dedicata al Nizza.

Seppure molto meno esteso rispetto al settore Centrale, per la sua complessa orografia, necessiterebbe da solo di uno spazio di approfondimento quasi paragonabile. Dovendo semplificare, e vista la minore diffusione del vitigno Barbera, proveremo a riassumerlo in due macroaree, che fanno riferimento ad altrettanti bacini idrografici. 

Alessandro Masnaghetti

Per farla breve è la zona vitivinicola più alta del circondario, battuta da venti ( non a caso si affaccia sulla vallata chiamata Vallevento), sita a circa 330 metri sul livello del mare. I suoli sono arenarie, ma e non manca il calcare. Microclima così diverse che la vendemmia è spostata di circa 15 giorni rispetto alle altre zone; essendo le notti decisamente più fresche, gli acini impiegano di più a raggiungere la completa maturazione fenolica.

Nizza DOCG “900” 2011 – Cascina Garitina

Color rubino, dal lieve bordo granato, ancora intenso e scuro. Il naso è complesso: incipit di terra, foglie che lentamente apre a spezie come pepe nero, chiodo di garofano; successivamente, e in lenta successione, escono i frutti, neri, intensi e concentrati. Bocca altrettanto promettente, ricca, corposa, tanto fresca da stimolare continua salivazione. L’alcol, con i suoi 15,5% Vol., è magistralmente integrato e smussato dalla delicatezza del frutto. Finale persistente. Davvero gran bel vino.

Tra gli altri assaggi non posso non citarvi il Nizza “Margherita” 2015, prodotto con Barbera piantata nel 2002: molto più ferroso, ricco di frutti scuri con un sorso sempre succulento. Il “Nizza Vecchia 1961″ 2015 con un naso che apre lentamente, è prodotto da vigne degli anni ’60 (il nome non è casuale); i frutti diventano rossi e si aprono lentamente dopo una iniziale sensazione di umami. Infine il Nizza “Cec” 2015, da vigne del 1947, quelle piantate dal Nonno. Un olfatto che apre con caffè, pepe e spezie; poi frutta rossa. Sorso morbido, dalla piacevole trama tannica, seppur delicata. Sorso concentrato, floreale dal lungo finale. Altra bottiglia che deve essere provata.

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Cascina Garitina
Strada Gianola, 20, 14040
Castel Boglione AT
www.cascinagaritina.com

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