#Fivi: Nebbiolo secondo Molino

Tra i vari incontri che ho avuto modo di fare al mercato FIVI di Roma mi sono riservato di scrivere per ultimo dei vini di E.Molino; e l’ho fatto perché in quel banchetto ho percepito qualcosa di più. Complice è stato il calice di Langhe Nebbiolo 2014, veramente eccezionale, figlio di un Barolo mai nato per via dell’annata negativa e di cui parlerò a breve, ma anche la gentilezza di Sergio che oltre a dedicarmi molto tempo mi ha parlato della sua storia a cuore aperto.

L’azienda conta di 6 ettari in tutto, di cui solamente 2,5 dedicati ai vigneti, mentre il resto è composto da frutteti, orti e prati. Fu il padre di Sergio a piantare le vigne in quel di Bricco Rocca nel lontano 1951. Il testimone passò poi a Pierluigi, il primogenito, che lentamente divenne punto di riferimento nel mondo del Barolo, di fatti fu uno dei primi consulenti enologi della zona, e grandi nomi come quelli di Voerzio (Gianni e Roberto), Scavino, Clerico, Chionetti, Altare; e poi Boglietti, Oberto, Conterno, Penna sono passati nel suo piccolo laboratorio. Pierluigi rimase a capo di tutto fino al 1997, gli succede il fratello Elio fino al 2010, anno in cui lascia questo mondo a causa di un male.

E’ qui che il piccolo dei tre, Sergio, che nel mentre era cresciuto come consulente enologo e aveva aiutato comunque la propria famiglia, inizia a gestire l’attività.

Parla di agricoltura pigra, meno si fa meglio è; si utilizza solo lo stretto indispensabile. Sergio dice chiaramente che non vuole far male a se stesso e a chiunque beva il suo vino, che la terra deve essere rispettata ed è per questo che tutto si coordina sotto i regimi del biologico. Le sue vigne sono magre e selvatiche, la vinificazione è essenziale. Dopo la diraspatura vi è una leggera solfitazione del cappello; segue fermentazione spontanea, follature manuali, in tonneaux aperti. Si parla di quantità veramente piccole, tali da non consentirgli ancora l’uso della botte grande in affinamento: da qui l’uso di barrique esauste.

“Quando sono alle prese con il mio vino lascio che la natura faccia il suo corso: cerco l’anima del vino, cerco l’eccezionalità del millesimo, cerco un vino della vigna, che piaccia o meno; ma quando la pianta è vecchia, ha poco da mangiare e la si pota corta, lei ti dà pochi grappoli, ma quei pochi sono di eccezionale qualità”.

Al mercato ho avuto modo di assaggiare la Barbera 2015, con un volume alcolico quasi da Amarone (16%); eppure la sua freschezza era incredibile; un vino potente, rustico e piacevole.

Il Langhe Nebbiolo 2014 ha visto concentrare dentro di se le uve destinate al Barolo poiché la 2014 è stata poco gentile come annata, ed ecco che ci si trova davanti ad un vino dall’indiscusso rapporto valore/qualità. Naso ampio, con frutta rossa ancora croccante, spezie, cuoio, sottobosco; il tutto confluisce in un palato sincero: tannico, fresco, succoso, dalla chiusura elegante. Se lo trovate acquistatelo.

Produce 1000 bottiglie di Langhe Nebbiolo, 2000 bottiglie di Barolo Bricco Rocca, 1000 bottiglie di Barbera Superiore, 900 bottiglie di Barolo Riserva del Fico, quest’ultimo solo nelle annate migliori.

Anche il Barolo Bricco Rocca merita di essere provato: quasi didascalico, non tralascia nessun elemento. Le uve sono raccolte dai vigneti più vecchi del 1973 per essere unite a quelle più giovani del 2001; Sergio lo definisce bilanciato e generoso: impossibile smentire.

Sergio Molino. Immagine tratta da cantinalamorra.com

Via Alba – Barolo 117 – Frazione Annunziata
12064 – La Morra (Cuneo)

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