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6 Bordeaux a 40 euro: appunti di degustazione

Scritto da Claudio Bonifazi

E’ stata senza dubbio interessante la degustazione che si è tenuta il mese scorso e che ha messo a confronto 6 bottiglie di Bordeaux (dal prezzo medio di 40 euro l’una).

Un viaggio tra le principali appelations del Médoc, per passare poi a Pessac-Léognan ed infine a Pomerol; lo scopo era quello di fare un ripasso per scrivere nelle nostre menti un piccolo breviaro di quel grande bacino che rappresenta quest’immensa zona produttiva.

Non tutte le bottiglie sono state altamente soddisfacenti, altre ci hanno deliziato il palato (Marquise de Terme in primis): qui di seguito le note di degustazione.

Carbonnieux 2005 Cru Classé – Pessac-Léognan.

Sono 50 gli ettari vitati che Château Carbonnieux ha a disposizione, di queste il 30% è coltivato a Merlot, mentre il resto con Cabernet Sauvignon, Cabernet Franc e Petit Verdot.

Il calice presenta uno splendido color rubino nonostante l’età; al naso si sentono incenso, radice, mora, sottobosco; sono quasi assenti le note terziarie e di invecchiamento. Tannino perfetto che s’incornicia in un sorso consistente dal finale di buona lunghezza.

Cos Labory 2006  5éme Grand Cru Classé – Saint Estèphe.

La parola “Cos” proviene dal luogo chiamato Caux, una dorsale di ghiaia lungo la strada che unisce Château Lafite-Rotschild alla stessa tenuta. Il castello possiede 3 ettari di viti su questo terreno molto particolare e unico. Le uve (Cabernet Sauvignon e Merlot) subiscono fermentazione per circa 20 giorni; segue maturazione in botti parzialmente nuove per 15 mesi.

Il naso merita più del palato: note di arancia sanguinella, smalto, funghi, cera-lacca misti a frutta scura; in bocca si manifesta un incipit acido che, dopo qualche secondo, svanisce nel nulla per lasciare posto a una sensazione dolce. Tannino integrato, buona la persistenza.

Branaire Ducru 2013  4ème Grand Cru Classe – Saint Julien.

Questo Château è stato fondato nel XVII secolo, quando Beychevelle fu diviso in tre diverse proprietà dagli eredi del Duca di Epernon: Château Beycheville, Ducru Beaucaillou, Ducru Brainaire. Oggi apartiene alla famiglia Maroteaux.

Al naso si presentano in questo rigoroso ordine scorza d’arancio, pepe, ribes e cioccolato; gran bella acidità, sostenuta dalla concentrazione del frutto e dal suo finale particolarmente sapido.

Marquise de Terme 2014 4ème Grand Cru Classè – Margaux.

Ecco il vincitore della serata, decretato il migliore da quasi tutti i partecipanti della serata. Lo Ch. Marquise de Terme si trova pochi metri a sud del villaggio di Margaux, appartiene alla famiglia Sénéclauze. La bottiglia degustata è un blend di Cabernet Sauvignon, Merlot e Petit Verdot.

Veramente gran bel calice; al naso, decisamente complesso, si manifestano fragole e coulis di lamponi, ma ancora pepe, legno, chiodi di garofano. Il palato è una delicata esplosione ricca di tannini e freschezza, ammorbidita poi dal frutto. Davvero persistente. Da compare e sdraiare in cantina per un bel po’.

Château Pedesclaux 2015 – Pauillac.

Situato all’estremità nord di Pauillac, vicino alla Gironda, il vigneto di 42 ettari è dedicato a Cabernet Sauvignon, Merlot e Petit Verdot. L’età media delle piante è di 35 anni, con una densità di impianto di circa 8500 viti per ettaro. In vigna si seguono pratiche di agricoltura sostenibile.

Color rubino, il naso apre con frutta rossa e spezie; un sorso decisamente morbido che pecca in acidità, anche il tannino è vagamente percettibile; in bocca c’è un deciso ritorno di frutta rossa e spezie identiche al naso; nonostante tutto il finale mostra buona lunghezza.

Bellegrave 2015 – Pomerol.

Il vigneto conta di 11 ettari, di questi 8 sono dedicati al Merlot e 3 al Cabernet Franc. Il terreno in cui sprofondano le radici è un misto di ghiaia e argilla. La famiglia Bouldy, proprietaria da oltre 60 anni, ha recentemente convertito le sue vigne al regime biologico.

Calice color rubino. E’ un vino morbido e amaro, dove si sente molto il tocco verde del Cabernet Franc; al naso continui ritorni di caffè si mescolano con frutta rossa e ribes. Finale lungo, dal tannino a tratti vegetale. E’ un vino che migliora minuto dopo minuto se lasciato nel calice. Interessante.


I vini sono stati acquistati su Millesimes.
La degustazione è stata organizzata da Vinòpolis e si è tenuta presso Riserva della Cascina.
Prossimo appuntamento verterà sui vini dell’Etna.

Sull'autore

Claudio Bonifazi

Amo bere e scrivere e per questo ho creato Vinopolis, per condividere tutto quello che bevo con gli altri. Dopo il Diploma da Sommelier sto continuando gli studi presso la WSET, dove ho ottenuto la certificazione avanzata; ad oggi sto frequentando il loro ultimo livello: il Diploma. Non pago scrivo anche su Vinoway e Bibenda7.

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