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Vallefiara: quel bianco che non ti aspetti.

Scritto da Claudio Bonifazi
Immagine di copertina presa dal Web.

Ci vogliono tenacia e coraggio per abbandonare il proprio lavoro da Chef e decidere di rimettersi in campo per salvare le vigne di famiglia; ci vuole però ancor più senso di appartenenza, e questo è ben udibile dalle parole di Riccardo del Frate ogni volta che racconta di come sia tornato nelle terre di origine; ché nelle piante non ne vede solo il potenziale frutto, ma i ricordi che lo trascinano dietro nel tempo a quando ancora era bambino.

Ed ecco che a 28 anni il mondo degli Hotel a 5 stelle iniziò a stargli stretto, mentre i vigneti di Merlot, Trebbiano e Malvasia di Candia cominciarono a sortire su di lui lo stesso richiamo delle sirene per Ulisse.

Ci troviamo ai piedi di Lanuvio, su terreni vulcanici. Qui le piante vecchie di trent’anni e coltivate a tendone, crescono oggi sotto la mano prudente di Riccardo e suo padre che, ogni giorno e da soli, spendono le loro giornate a lavorarvi.

“Per ogni tendone tiro fuori solo due o tre grappoli – afferma col suo accento lievemente dialettale – ma solo così potevo fare un vino che potesse rappresentare me e la mia famiglia”.

Si notano la fatica, il sacrificio e gli investimenti economici fatti – che ben conosciamo essere comuni a chi lavora nel settore – ma a colpirmi questa volta è come Riccardo affronti tutto col sorriso.

Il suo mantra è ” Non mi sembra di lavorare, perché mentre sono qui, in mezzo alle vigne sono felice”. E fanno tutto in due persone solamente, potature, cimature sovesci; lui e il padre. Per la vendemmia il lusso di un paio di collaboratori.

Vino di famiglia in senso stretto dunque ma che per essere alla seconda vendemmia imbottigliata raggiungono già risultati promettenti. Il bianco è  il Vallefiara, blend di Trebbiano Toscano e Malvasia di Candia; il rosso Lanoios è merlot in purezza. Entrambi subiscono vinificazione in acciaio con relativa maturazione in inox.

Il Vallefiara 2016 mostra un profilo unico e distintivo. Ricche note balsamiche e mentolate virano su una chiusura agrumata e dolce al naso; poi la bocca ritrova decisa corrispondenza. Buona freschezza, giusta lunghezza e intensità chiudono bene il sorso. 86/100

Lanoios 2016 è un vino più timido e semplice, un buon esemplare di Merlot in acciaio, con i tannini in regola, ben equilibrato, fruttato di moderata struttura e persistenza. Si percepisce bene che il frutto di base c’è. Singolare poi è il racconto relativo alla vendemmia del Lanoios. Quando man mano le piante di uve bianche morivano, il nonno di Riccardo le sostituiva con il Merlot. Questo ha creato una presenza a macchia di leopardo di Merlot nella tenuta, per cui è necessario andarle a ricercare durante la vendemmia. 83/100

Insomma, sicuramente una nuova realtà enologica da seguire con attenzione; non mollare Riccardo.


Azienda Agricola di Marzio
Via Passo della Corte, 6, 00040 Lanuvio RM
www.aziendaagricoladimarzio.it
Riccardo: 3385462154

Sull'autore

Claudio Bonifazi

Amo bere e scrivere e per questo ho creato Vinopolis, per condividere tutto quello che bevo con gli altri. Dopo il Diploma da Sommelier sto continuando gli studi presso la WSET, dove ho ottenuto la certificazione avanzata; ad oggi sto frequentando il loro ultimo livello: il Diploma. Non pago scrivo anche su Vinoway e Bibenda7.

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