Erbaluce di Caluso, 13 Mesi Favaro

La storia del nome Erbaluce ha origini fantastiche, si crede derivi dal nome di una fata gentile, Albaluce, che donò i grappoli di questa vite alla popolazione di Viverone, in Piemonte. Il vitigno è senza dubbio antico, prime citazioni risalgono al 1600 ad opera di Croce, e la collocazione delle sue origini è ancora in certa; alcuni studiosi ritengono che sia originario del Monferrato, dove oggi non vi è più alcuna traccia, mentre altri ritengono che sia imparentato con il Greco Campano. Il vitigno viene chiamato, a seconda delle zone, con altri nomi, tra cui Albaluce, Bianchera ed Ambra, ma la sua produzione è concentrata esattamente in provincia di Torino lungo un percorso di circa 30 chilometri, che tocca i comuni di Caluso, Roppolo, Piverone, Cuceglio, Strambino e Azeglio, occupando una superficie vitata totale di 319 ettari.

L’azienda agricola Favaro nasce nel 1992, in quel di Piverone, ed è una piccola realtà a conduzione familiare.
Il capofamiglia Benito, che fondò l’attività, in persona si prende cura dei vigneti dislocati ai piedi della serra Morenica d’Ivrea, assieme alla sua famiglia, dove – oltre all’Erbaluce – sono coltivati Syrah, Freisa, Barbera e Nebbiolo.

L’Erbaluce di Caluso 13 Mesi, 2013 è prodotto con le uve provenienti dai vigneti di Cavaina, esposti verso sud e situati a 400 metri sul livello del mare, con le radici piantate in un terreno morenico tendente al roccioso. Il sistema di allevamento è a spalliera, e la vendemmia effettuata nella seconda metà del mese di settembre.

La vinificazione avviene in due fasi separate: metà delle uve, dopo la pressatura soffice, macerano a freddo per circa 30 ore per poi essere posta in barrique per fermentare e svolgere la malolattica; la seconda metà invece fermenta in inox a temperatura controllata. Il tutto affina in barrique per 12 mesi per poi essere assemblato in acciaio un mese prima dell’imbottigliamento, dove termina il ciclo con minimo tre mesi di vetro.

Il colore è di un vivo paglierino, il naso intenso con evidenti aromi di bounty, gesso, caramella fizz e clementine. Sorso davvero fresco e piacevole con finale leggermente amarognolo, bilanciato da una buona morbidezza con ritorni gustativi agrumati. Bella persistenza.

Favaro Bottiglia


 

Benito Favaro
Strada Chiusure, 1 bis – 10010 Piverone TO
Tel. 0125 72606
www.cantinafavaro.it
info@cantinafavaro.it

Bibliografia

  • Guide Compact Vini, conoscere e riconoscere i vini, le Uve e i vitigni migliori d’italia, De Agostini 2008.
  • Guida ai vitigni d’Italia, Slow Food Editore 2011.
  • Oz Clarke, Grapes and Wines 2015.

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