Aldo Vajra: storia di un uomo e del suo Riesling

Dipinto in copertina di Pietro Rasero.

Ci sono domande semplici che spesso conducono a discorsi complicati, quando meno lo si aspetta e chiedendo a Aldo Vajra perché avesse deciso di piantare un Riesling Renano nelle Langhe Piemontesi la risposta fu inaspettata.

“Quando studiavo agronomia la mia tesi di laurea trattava della fermentazione malolattica nei vini bianchi e la vita mi condusse in Germania, dove appresi la vinificazione di questo nobile vitigno. Allora guardavo il mondo con gli occhi di un ventenne e il sentirmi forte con la vita davanti mi fece prefissare l’obiettivo di dimostrare al mondo che anche il mio territorio potesse produrre un bianco di quel livello. Dovetti sudare molto, non fu facile ottenere l’autorizzazione all’impianto, combattei duramente e solo attraverso un mero cavillo legale riuscii a portare il Riesling – un clone numero 49 alsaziano – nei dintorni di Barolo. All’epoca gli altri viticoltori mi guardavano diffidenti e forse non capivano, giustamente, le mie motivazioni. Da quel giorno mi misi a lavorare severamente, per ottemperare alla mia idea che potessi creare un Riesling diverso, rappresentante della mia terra e capace di reggere il confronto con gli alsaziani o i vini della Mosella, portando gioia e soddisfazione. Poi la vita e l’esperienza cambiano le persone, si diventa padri; ricordo ancora quando un giorno mio figlio entrò arrabbiato in casa chiedendomi quale fosse il valore sociale del mio lavoro.

Pensando a cosa mi avrebbe risposto mio papà se io gli avessi posto mai questa domanda, in altre parole che avrei dovuto semplicemente ringraziarlo perché per il suo lavoro potevamo avere del cibo in casa, decisi di rispondere diversamente, non volendo ferirlo. Gli occhi mi caddero su un dipinto del salotto e chiesi a mio figlio se quel quadro avesse un valore sociale effettivo.

La risposta fu no.

Bene, anche il mio lavoro non la aveva. Ma provando ad immaginare un mondo senza quadri, senza dipinti, senza musica o senza poesie, vedremmo che riusciremmo a viverne anche senza che la macchina del mondo girerebbe comunque, ma poi il mondo di che colore sarebbe?

In quell’istante compresi che non dovevo ostinarmi a fare il vino migliore, rincorrendo i premi o le guide, ma che dovevo limitarmi a fare un vino buono; il vino finisce? Lo vendiamo? Va bene così non mi serve altro, c’è spazio per tutti a questo mondo perché il vino è uno stato d’animo e un incontro con la natura. La coscienza può darci la libertà; là fuori c’è gente che ci mette la mia stessa fatica e la mia stessa passione”.

La vendemmia del Riesling avviene nella prima metà di Settembre e procede, scalarmente, per due-tre settimane. Il severo processo di selezione dei grappoli ha inizio nel vigneto e, con maggiore rigore, continua in cantina.

Pressatura delicata e una breve decantazione a freddo precedono l’inizio della fermentazione che si protrae per circa 15-20 giorni.

Il Riesling continua l’affinamento in botti di acciaio e, nella primavera successiva alla raccolta, si e­ effettua l’imbottigliamento.

Il Riesling Langhe DOC 2014 è veramente una buona bottiglia. Il naso apre con note di pesca, albicocca, pompelmo che passa poi a pietra fossile mista a note di zucchero filato. Ha una freschezza quasi astringente con una scia sapida che ne protrae la persistenza con un finale dai ritorni di pompelmo.

Credo che incontrare Aldo Vajra sia una esperienza da fare almeno una volta nella vita, ci si trova davanti ad una grande persona e l’accoglienza del suo staff renderà piacevole la visita all’interno delle sue vigne e della sua cantina.


 

Azienda Agricola G.D. Vajra
Via delle Viole, 25 – Fraz. Vergne – 12060 Barolo (CN) – Italy
tel. +39 0173.56257 – fax +39 0173.56345
email: info@gdvajra.it

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