Sagrantino, carattere forte ed eleganza

Parlare dell’Italia del vino è un po’ come parlare dell’Italia dei dialetti. Ogni vitigno autoctono racconta un terroir, una storia. Allora quest’articolo non potevamo non iniziarlo con i versi del poeta dialettale Giulio Giuliani “Montefargu è ‘na forte e bella valia che t’allatta e tè da sugu divinu, un latte arinomatu in tutta Italia, un latte che si chiama Sacrantinu”


Sacrantinu, o Sagrantino di Montefalco, è un vitigno autoctono dell’Umbria ed è nel territorio alle pendici dei Monti Martani che dà il meglio di sè. Arrivato nella regione umbra con i frati francescani dell’Asia minore, o, come sostengono alcuni, dalla Grecia, il Sagrantino di Montefalco ha una lunga storia alle spalle. Tracce della sua coltivazione risalgono, infatti, già al Medioevo ed oggi è possibile visitare il circuito delle viti storiche per ammirarne esempi di longevità.
Il nome sembra derivi del termine “Sacer”, sacramenti, perché veniva utilizzato nella versione passito per le cerimonie religiose o perché i contadini erano soliti berlo durante le festività. Riconosciuto dal Mipaf come vitigno autoctono ottiene la doc nel 1979 e anno dopo anno sta conquistando consumatori e appassionati.
La caratteristica che lo rende noto in Italia e nel mondo è la sua impronta tannica inconfondibile, è infatti uno dei vitigni con la più alta concentrazione di polifenoli, tanto da essere consigliato, nella quantità di uno o due bicchieri al giorno per le sue capacità antiossidanti. Un vino longevo che richiede un periodo di affinamento in botte e successivamente in bottiglia al fine di contenere e mitigare i lineamenti duri ed esaltarne la capacità di accoglienza
Un vitigno dal carattere forte, guardato con attenzione dal mondo vinicolo internazionale tanto che da alcuni anni viene coltivato in Australia, in Nuova Zelanda e in California.
La degustazione
Il vino di cui vi vogliamo parlare è dell’azienda Còlpretone, che appartiene al gruppo Tenute del Cerro, una realtà produttiva della Sai agricola che opera in Toscana ed in Umbria con quattro aziende vitivinicole e una destinata in particolare alla produzione dell’olio.
Montefalco Sagrantino DOCG Còlpetrone Sacer 2006 prevede un invecchiamento di ventiquattro mesi in barrique e un anno in bottiglia, periodo necessario a smussare le espressioni eccessive del vitigno. All’esame visivo si presenta con un colore granato netto e compatto. Al naso la predominante è di note balsamiche come la liquirizia e di erbe aromatiche come l’origano per poi virare su sentori di speziatura, con il curry, e di frutta rossa matura. In bocca non nasconde il suo carattere tannico, ma lo esprime con eleganza senza arroganza, facendo emergere poi nel finale alcuni elementi di sapidità che aiutano ad equilibrare un vino che pur avendo compiuto quasi dieci anni mantiene tutte le sue caratteristiche. Un vino che prospetta anche la possibilità di un ulteriore invecchiamento in virtù della struttura del Sagrantino, uno dei vitigni italiani più longevi.

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