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Tre Trebbiano Spoletino a confronto: il grande bianco Umbro

Scritto da Claudio Bonifazi

Perdersi tra le vigne che uniscono Montefalco a Spoleto è una delle esperienze più belle che si possa fare nel centro Italia. Tra uva e paesi medievali, cibo vino e arte trovano una sinergia rara.

I più conoscono suddetti paesi per le loro bellezze artistiche e probabilmente per i buoni vini rossi ma, da una decina di anni circa, un interessante vitigno ha ripreso quota, regalandoci un vino bianco di grandissime potenzialità: il Trebbiano Spoletino.

Questo vitigno appartiene alla vasta famiglia dei Trebbiano. Fa la sua prima comparsa ufficiale nei Bollettini Ampelografici di Francolini del 1878. Nonostante il nome possa indurre a credere che il Trebbiano Spoletino sia originario di Spoleto,in realtà le origini di questa specie sono tutt’ora sconosciute. Il nome indica il luogo di elezione di questo vitigno, che tra Montefalco e Spoleto ha trovato un terroir in grado di lasciarlo esprimere senza troppe difficoltà.

Solitamente viene vinificato in acciaio, fornendo un vino altamente gradevole al naso, fresco e di buona dose alcolica. Qui di seguito vi propongo tre etichette che ho avuto modo di degustare e che ho trovato molto interessanti.

Adarmando, Bianco Umbria IGT 2011 – Tabarrini.

Adarmando è sinonimo di appartenenza, tradizione e autoctonia.
Il nome è una dedica a nonno Armando, definito dal nipote caparbio, gentile e generoso. Il vitigno è Trebbiano Spoletino a piede franco, unito al territorio da più di 60 anni. La produzione è familiare. Basterebbero queste tre righe per far innamorare di questo vino, ma anche i più scettici si ricrederanno dopo averne bevuto.
Prodotto a Montefalco, dall’azienda vinicola Tabarrini, trova origine su suolo limoso argilloso situato a 350 metri sul livello del mare. Coltivato con il sistema Sylvoz ha una resa di 3000 ceppi per ettaro. Produzione bassissima con solo 8000 bottiglie. Matura 6 mesi in acciaio e 12 in bottiglia.

Descrizione:
Giallo paglierino presenta sfumature sia verdi che oro. Aromi di frutta a polpa bianca, susina pesca, agrumi freschi come lime e una grande mineralità. Coerente il palato, dove un’ottima persistenza è quanto rimane dopo un fantastico incontro di morbidezza, calore, freschezza e sapidità. Per noi merita un 4 pieno su 5.

Trebbiano Spoletino IGP 2013, Le Cimate

E’ una realtà relativamente nuova essendo nata ufficialmente nel 2011 ma con alle spalle una tradizione decennale dovuta all’esperienza trasmessa dal nonno. Ogni generazione ha fatto il proprio: il nonno Paolo ha dedicato la sua vita all’agricoltura, il figlio Giovanni – ingegnere – ha investito nel costruire una cantina moderna ed infine il nipote Paolo – con il quale ho avuto modo di parlare al #vinitaly2015 –  ha studiato agronomia e dirige l’azienda.

Descrizione

Anche qui il colore è di un paglierino dorato. Naso ancora delicato, ma con un ventaglio più ampio: fiori come rosa e seguire frutta esotica, pompelmo e nota di mineralità. Ben equilibrato può restare ancora un poco in bottiglia senza subire danni. Buona la persistenza che vede bilanciati freschezza e sapidità.

Montefalco, Trebbiano Spoletino 2014 – Benedetti & Grigi

L’Azienda Vitivinicola Benedetti & Grigi nasce dal profondo amore di Umberto Benedetti e Daniele Grigi per l’Umbria.

Le uve sono selezionate in vigneto e vendemmiate alla fine del mese di ottobre. Raccolta a mano da ceppi allevati a sistema guyot in terreni calcario argillosi con una resa per ettaro di 80 quintali per ettero. Il Trebbiano viene allevato a sistema di cordone speronato nelle tenute collinari con sistemi d’impianto che variano dai 4600 a 5000 piante per ettaro, ed una resa di 80 quintali per ettaro. Il sistema di raccolta è rigorosamente manuale ed il tempo di trasporto alla cantina dal vigneto non supera le 2 ore. La raccolta avviene in una fase tardiva, dopo la seconda quindicina di ottobre è uno dei grandi segreti di questo riscoperto vino Italiano

Descrizione

Dorato e carico ha un naso ruffiano: bergamotto, pompelmo, zafferano e ginestra. In bocca sa prendersi la scena senza troppe difficoltá: bella spalla acida, buona dose sapida; il tutto contornato da aromi gustativi fruttati e agrumati. Bella persistenza.

Sull'autore

Claudio Bonifazi

Amo bere e scrivere e per questo ho creato Vinopolis, per condividere tutto quello che bevo con gli altri. Dopo il Diploma da Sommelier sto continuando gli studi presso la WSET, dove ho ottenuto la certificazione avanzata; ad oggi sto frequentando il loro ultimo livello: il Diploma. Non pago scrivo anche su Vinoway e Bibenda7.

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