Quando il Frascati rincorre il vino Toscano

Fa molto piacere leggere lo studio prodotto da Banca MPS sulla rendita fondiaria, dove il vino prodotto dai Castelli Romani viene comparato in termini di filiera al Chianti e al Brunello.

Tutto grazie ai numerosi sforzi ed investimenti che nell’ultimo decennio ha coinvolto la maggior parte dei produttori del territorio.

Il lavoro è protetto dal controllo della filiera attuato  dal Consorzio Frascati. Al netto della riduzione delle rese con aumento della qualità che ha visto rinnovare i vigneti, l’asso della manica è la garanzia di poter certificare e seguire tutto ciò che venga prodotto sotto la denominazione del Frascati.

Il numero delle bottiglie viene conteggiato e limitato ed è possibile verificarne autenticità e provenienza inserendo il codice presente sull’etichetta del monopolio di Stato nel sito del Consorzio.

Un lavoro di lungimiranza che mette in evidenza come la Denominazione stia investendo sulla propria qualità.

Ricordo che la DOC/DOCG Frascati ha un ottimo riscontro nell’export verso gli Stati Uniti proprio per l’ottimo rapporto qualità prezzo.

Sarebbe ora che i romani e laziali comincino ad apprezzare ulteriormente il loro vino perché, ahimè, sono ancora troppi i ristoranti che nella carta dei vini ci privano della possibilità di bere le nostre ottime etichette.

Fonte il Messaggero.

 

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