Borgogna e Bordeaux…In fondo al mar!

Ci risiamo, sembra che ormai sia diventato il nuovo modo di far invecchiare i nostri vini: lasciare le bottiglie in fondo al mare. E se all’inizio sembrava una pazzia di alcuni, ora anche a Bordeaux tale tendenza si è diffusa.

Il gruppo CA Gran Cru ha spedito nelle acque una selezione di 90 bottiglie che resteranno sui fondali marini per ben 24 mesi. Lo scopo è quello di accelerare l’invecchiamento in un ambiente privo di acqua, luce e ossigeno (non sono un fisico, ma come lo accelererebbe?).

Le bottiglie vincitrici di tale soggiorno marino sono le seguenti:

2011 Château Grand Pui-Ducasse 5ème Gran Cru Classé – Pauillac
2011 Château Meyney – Saint Estephe
2011 Château de Rayne Vigneau 1ère Grand Cru Classé – Sauternes
2011 Château la Tour de Mons – Margaux
2011 Château Blaignan – Mèdoc

2013 Château de Santenay.

I due bianchi Mercurey e Saint-Aubin en Vesvau e i rossi Aloxe-Corton e Mercurey 1ère Cru Les Puillets sempre annata 2013.

C’è da dire però che l’iniziativa è stata presa da due ingegneri che si occupano di spedizioni marine e questo renderebbe tutto più chiaro. Chissà se nel futuro potremmo godere di cantine anche a largo di Torvajanica o per essere più romantici sulle rive della costiera Amalfitana.

Ma tutto questo giova al vino? Devo essere onesto non ho avuto alcun modo di provare un vino affinato nell’Oceano. Un po’ di curiosità ce l’ho, e voi lo avete provato?

Intanto per tornare un po’ bambini lasciamo spazio al vecchio e caro Sebastian!

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