Gibbston Valley Winery: Cuore del Central Otago

PRIMA UNO SGUARDO AL CENTRAL OTAGO

Il territorio

La Central Otago è la zona più a Sud del mondo in cui si produca vino. Ci troviamo al 45° di Latitudine, la stessa fascia di zone produttrici come Burgundy, Rodano, Oragon Willamette Valley le quali sono collocate tra i 45°/47° gradi a nord.
Una piccola zona che sta crescendo rapidamente nella produzione del vino, con particolare vocazione al Pinot Nero, il quale occupa il 75% della produzione, seguono poi lo Chardonnay, il Pinot Grigio e Riesling.
La prima vite venne piantata nel lontano 1864 da Frenchman John Desire Feraud, proveniente da una famiglia di viticoltori. Fortuna volle che si arricchì con la corsa all’oro e che quando si stanziò nella zona riconoscesse rapidamente le potenzialità del territorio.

Anche se piccola di estensione la Central Otago è suddivisa in 4 regioni separate da montagne e fiumi.
La parte più estesa è la Cromwell Basin dove sono concentrate il 70% delle superfici vitate. Segue poi la Gibbston Valley – con il 20% –  dove la maggior parte delle piante occupano scoscese e terrazze rivolte verso il nord e esposte al fiume Kawarau Gorge. Altre piccole realtà produttive si concentrano poi nei pressi di Alexandra e Wanaka.

Il suolo

I vigneti godono di una vasta varietà di terreni i quali possono essere tanto sabbiosi quanto rocciosi, influenzando notevolmente il risultato finale. Nella gran parte dei casi si incontrano depositi alluvionali o depositi eolici formati da sabbia fine e limo di origine glaciale, con alte capacità drenanti.

Il clima

E’ l’unica zona della Nuova Zelanda in cui è presente un clima semi continentale con forti sbalzi termici giornalieri e stagionali. Le estati sono calde e secche, autunni con giornate fresche, senza grosse precipitazioni ma notti fredde. Anche l’umidità è contenuta evitando così il diffondersi di malattie e difetti della vite.

Lo sbalzi termici giornalieri, quando le uve sono  in fase di maturazione, contribuiscono a creare le basi per vini dal sapore intenso, profondi e stabili.

LA GIBBSTON VALLEY WINERY

Entriamo ora nello specifico della cantina che ho avuto modo di visitare durante il mio soggiorno neozelandese. Collocata in mezzo ad una vallata di origine glaciale, la Gibbston Valley Winery, venne fondata da Alan Brady circa 30 anni fa.

Possiede ben sette vigneti, due nella sub-regione Gibbston e cinque nella sub-regione Bendigo.  Gli ambienti ben dislocati danno origine a vini che rispecchiano il territorio in cui crescono.

Accedervi è molto facile, sulla strada che unisce Alexandra a Queenstown non si può che apprezzare la semplicità di questo luogo, dove vigneti lungo la strada principale (una semplice due corsie) piano piano conducono all’ingresso della cantina, composta da piccoli edifici a capanna, in stile rustico/elegante. Si parcheggia facilmente e con rapida immediatezza si viene accolti dal personale, il quale ci invita ad attendere un’oretta per il tour guidato comprensivo di degustazione.

Decidiamo di pranzare nell’attesa nella “Cheesery”, collocata a qualche metro di distanza dal loro wine bar. Abbiamo preso un tagliere di Salumi e Formaggi e una terrina di Brie al Forno con cipolla caramellata.

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Il tempo è volato in fretta e subito la responsabile ci porta in giro per la tenuta. Vari vitigni, i bianchi sopratutto sono presenti in prossimità degli edifici.
55 ettari di superficie vitata di cui 20% a Pinot Nero, seguono poi Riesling, Gewurztraminer e Pinot Grigio. Tutti rigorosamente a piede franco, qui la Fillossera non esiste, con sistema di allevamento a Guyot o cordone speronato. Le buone condizioni climatiche consentono all’azienda di non usare insetticidi e di eseguire la raccolta manuale delle uve.
Il gioiello della cantina è però la loro “Cave” o grotta, dove vengono conservate più di 300 barriques. Un’infrastruttura costata milioni, in quanto scavata in mezzo ad una collina da una ditta che si occupava di miniere. Temperatura a 14°c e umidità costante al 75% consentono al vino di invecchiare con stabilità. La degustazione si è tenuta poi all’interno della stessa grotta, sotto la guida della Sommelier che ci ha descritto per bene i vini, i vitigni di provenienza e organolettica.

Gibbston Valley Pinot Noir 2012

Prodotto per la maggior parte con vitigni provenienti dalle tenute di Bendigo dopo una lunga fermentazione viene fatto invecchiare in Barriques francesi, di cui il 20% nuove, per circa un anno.
Il colore è rubino scuro ed intenso, con aromi fragranti con frutta a bacca nera e chiodi di garofano in cima. Palato molto elegante ed equilibrato, vellutato con tannini delicati e buona freschezza.

Gibbston Valley Riesling 2013

Fermentazione in tini di acciaio e affinamento in bottiglia. E’ di un paglierino brillante, con sfumature verdoline. All’olfatto fiori di Jasmine e note agrumate. L’acidità molto pronunciata tende a sbilanciare questo vino verso le componenti dure.

Gibbston Valley Pinot Gris 2013

Un bianco oro pallido, con naso fragrante son spezie e pere. Ha una buona struttura ed equilibrio dove morbidezza e freschezza sono ben bilanciate.  Fermentazione in acciaio.

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