Un post non troppo serio sulle DOCG

Molto spesso la gente confonde DOC e DOCG come simbolo di bontà imprescindibile del vino e che quindi pur avendo un costo di 4 euro sia buono a priori. Chi è leggermente addentrato nel mondo del vino sa che un tappo di sughero di buona qualità arriva a costare sugli 80 centesimi e quindi conosce quale sia il costo minimo di una bottiglia buona.
Non è facile far capire ai più che in realtà la normativa vigente  pone solo dei limiti geografici in cui i vini vengono prodotti, degli standard minimi di vinificazione e invecchiamento e alcuni parametri organolettici che il prodotto finale deve avere. Uno stesso “territorio” in sintesi, riconosciuto come DOCG, deve operare uniformemente seguendo le disciplinari emanate dal ministero.
Ma questo è sinonimo di rispettiva qualità del vino? A mio avviso (e penso di non essere il solo) no.
DOCG non corrisponde alla qualità finale  ma ad avere la certezza che tutto il vino prodotto sia stato fatto seguendo  una normativa specifica che ne detta le caratteristiche minime da raggiungere. Per questo non ci dobbiamo stupire che al supermercato si trovino dei Cerasuolo di Vittoria a 4 euro e altri a 16 pur essendo entrambi DOCG provenienti dallo stesso posto e fatti con le stesse tipologie di uva.

Un simpatico esempio: mettiamo l’annuncio su un giornale perché dobbiamo trovare un modello per un film e per garantirci che corrisponda a quanto vogliamo stabiliamo dei parametri.

Età minima 30 anni, massima 45.
altezza minima 1.75
Capelli lunghi biondi che superino in lunghezza il lobo delle orecchie, riga in parte
Occhi castani
Ampio sorriso
Barbetta incolta almeno sotto il mento.
Naso verso l’alto, no aquilino.

Una descrizione abbastanza “scremante” per i nostri concorrenti, eppure ecco chi si è presentato alle selezioni! Direi che ci siamo no!?

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2 thoughts on “Un post non troppo serio sulle DOCG

  1. Parole sacrosante. Se ho la fortuna di avere una tenuta nella zona del Brunello di Montalcino DOCG e faccio vino da schifo, sempre DOCG posso scrivere. Certificato di provenienza, mai di qualità

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