Vini “tradizionali”, biologici e biodinamici: dove sono le differenze?

biodinamicoPer ogni oggetto di culto, e il vino è per noi sacro, esistono diverse religioni, alcune più metodiche, altre invece più empiriche alcune più astratte (ovvero non provate scientificamente).
Nello stesso identico modo esistono correnti filosofiche diverse tra produttori, consumatori, enologi, agronomi e chiunque sia correlato al mondo dell’ eno-cultura sul modo di produrre il vino perfetto. 
La maggior parte del vino che si produce e si consuma è conforme a quelle che sono le norme stabilite dalle legislazioni nazionali e/o internazionali  le quali consentono, per favorire la riuscita dello stesso, l’utilizzo di alcuni prodotti chimici sia in fase di accrescimento della vigna (antiparassitari, fertilizzanti) e sia in fase di macerazione/vinificazione del mosto (anidride solforosa).
Una prima opposizione all’uso della componente chimica è stata avviata dai produttori di vini biologici i quali cercano di limitare l’utilizzo di tali sostanze per mettere in commercio un vino che risulti più naturale possibile, ad esempio evitano l’uso dell’anidride solforosa o ne usano il minimo indispensabile.
Esiste poi la produzione dei vini biodinamici dove sono aboliti l’utilizzo di fertilizzanti minerali sintetici, di pesticidi chimici e l’agricoltura viene gestita seguendo i cicli cosmici e lunari utilizzando materiali vegetali come fertilizzanti, rotazioni colturali, lotta antiparassitaria meccanica e pesticidi a base di sostanze minerali e vegetali.
Tutti e tre i metodi di produzione danno origine a grandi vini lasciamo ad ognuno di voi la possibilità di meditare verso quale “filosofia” di produzione vi sentite più vicini.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: