Aziende Wine News

La Wine Democracy di Alessandra Quarta.

Scritto da Claudio Bonifazi

Una degustazione fuori dagli schemi che ha avuto il merito di portare noi della stampa romana fuori dalle solite mura appartenenti ad Hotel e Ristoranti, solitamente legati al centro storico, a favore di un luogo decisamente più popolare e meno istituzionale.
La cornice all’introduzione del progetto di Alessandra Quarta è stato il Lanificio 159, locale adibito ad uffici, scuole di danza e ristorazione, sito in Via di Pietra Alata, e rinato dalla riqualificazione di quello che era una volta, per l’appunto un lanificio.

Sulla terrazza, sotto un cielo nuvolo che ci ha graziato della pioggia, ma non dello scirocco, una giovane ragazza vestita di rosso, ha voluto raccontare, a noi penne, la sua visione del mondo e di vino. Una ragazza con laurea alla Bocconi, tirocinio all’UNESCO e vari studi all’estero avrebbe potuto scegliere di fare una vita “facile” tra palazzi e uffici, e invece ha deciso vivere nel suo Salento in mezzo alle vigne, come suo padre, che stanco forse di una vita americana di successo, decise anni fa di tornare in Italia per dedicarsi alla terra.

Alessandra due anni or sono, al termine dei suoi studi, ha fondato una Democrazia del vino, che vede i suoi principi in un’equa ripartizione di diritti e doveri tra i membri di questa Repubblica virtuale:

“Ogni cittadino ha diritto di bere un vino buono di qualità ad un prezzo accessibile”. Questa condizione di diritto, a cascata, deve portare i bevitori di vino buono a fare del bene, e lei in primis, attraverso un sistema di donazioni, derivate dalla vendita del suo SALENTO IGP QU.ALE, ha messo in pratica questa sua teoria.

Con ogni bottiglia acquistata, il consumatore, può destinare il 5% delle vendite a una delle quattro onlus aderenti:

  1. Amka
  2. Salina Monaci
  3. Charity Water
  4. Made in Carcere

In soli due anni ha raccolto la cifra di 11.000 euro, che ha poi consegnato durante l’evento, ai quattro presidenti delle relative associazioni che suddivisi tra tutela dell’ambiente, dei minori, del diritto all’acqua e di riabilitare le vite dei carcerati, utilizzeranno la somma per raggiungere gli intenti associativi.

Ho visto tanta umiltà, voglia di fare e sincerità negli occhi di Alessandra, il cui approccio ricorderò a vita, e ancora una volta la voglio ringraziare per quello che ha fatto.

La degustazione

Evidente che un vino democratico avvenga in un normalissimo bicchiere, addio calice; scelta che ha fatto storcere il naso ad alcuni durante la manifestazione, ma tutto era chiaro: abbiamo bevuto sempre vino dai calici? Non credo. Alessandra ci ha riportato indietro, quando il vino era convivio e non solo degustazione “didattica”.

Il vino, blend di Negramaro e Primitivo, è venduto sul sito qualevitno.it al modico prezzo di 6,50 €.

E’ un vino semplice e buono; frutta rossa intensa e viola sono i principali corredi aromatici. Bocca fruttata anche nel finale, che trova una buona freschezza a concludere tutto.

E’ uno di quei vini che scende serenamente; è quell’amico che ti fa stare senza pensieri; è quell’amico con cui non ti va di stare a filosofeggiare per una sera, ma vuoi solo che ti faccia ridere.

Per saperne di più: qualevino.it

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Sull'autore

Claudio Bonifazi

Amo bere e scrivere e per questo ho creato Vinopolis, per condividere tutto quello che bevo con gli altri. Dopo il Diploma da Sommelier sto continuando gli studi presso la WSET, dove ho ottenuto la certificazione avanzata; ad oggi sto frequentando il loro ultimo livello: il Diploma. Non pago scrivo anche su Vinoway e Bibenda7.

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