Wine News

#Vinitaly 2016: un po’ di numeri e impressioni

Scritto da Claudio Bonifazi

Anche quest’anno abbiamo tutti superato l’evento più faticoso, caotico e grande sul mondo del vino. Parliamoci chiaramente, 130.000 presenze in 5 giorni sono cifre che fanno girare la testa e pensare che si possa, in un contesto del genere, trovare pace, serenità e tempo, nel preciso ordine è da folli. Se non ricordo male lo scorso anno Veronfiere dichiarò 150.000 visitatori totali, ieri nel comunicato stampa hanno confermato che il 2016 ha visto circa 20.000 presenze in meno. Risultato probabilmente desiderato, visto l’aumento del prezzo del biglietto, la rivisitazione delle convenzioni con le più importanti associazioni nazionali e la presenza di altrettante attività che si sono svolte al di fuori della fiera, tra piazze, enoteche e ristoranti.

L’intento era quello di raggiungere un Vinitaly che fosse utile ai produttori che, mi preme ricordare, pagano non poco per partecipare con lo scopo principale di ricercare buyers, clienti e visibilità. Muoversi poi tra 4000 aziende è impresa mastodontica; ai neofiti dico che l’unico giorno destinato al libero vagare forse è il mercoledì mattina, quando rimangono poche persone e l’atmosfera si fa più rilassante e alcuni produttori se ne sono giù andati (PS: mi chiedo come questo sia possibile visto che il biglietto lo si paga comunque), mentre per gli altri giorni è utile farsi una scaletta di appuntamenti per non essere colti alla sprovvista.

Gli ottanta euro, a detta di qualcuno, non sono stati sufficienti ad evitare le scorribande, in quanto non ostativi per ragazzi abbienti con la voglia di “sballarsi” (no ai poracci, si al mocassino); devo dire però che nelle giornate di Martedì e Mercoledì non ho visto nulla di strano, a parte due stranieri in tuta e calzoncini corti che barcollavano visibilmente, ma forse era stato il loro look ad impressionarmi.

Il comunicato stampa è giustamente fiero di se:

“In crescita buyer e affari, con visitatori sempre più qualificati. È la cifra di Vinitaly 2016 che chiude oggi con 130mila operatori da 140 nazioni e ha visto superare lo storico record di 100mila metri quadrati netti espositivi, prima rassegna al mondo per superficie con più 4.100 espositori da più di 30 Paesi. Quasi 50mila le presenze straniere, con 28mila buyer accreditati dai mercati internazionali in aumento del 23% rispetto al 2015, grazie al potenziamento delle attività di incoming di Vinitaly e del Piano di promozione straordinaria del Made in Italy”

Checché se ne dica è e rimane senza dubbio la più importante realtà Italiana, e lo dimostrano i numeri dei visitatori e dei produttori che nonostante le solite lamentele sono tutti li.

Verona è piccolina, c’è chi ha proposto di spostare il Vinitaly a Milano per renderlo più accessibile e internazionale; cosa dire, anche a Roma non abbiamo mezzi sufficienti e facilities per accogliere milioni di pellegrini in Vaticano, potremmo spostare il Lombardia anche la Santa Sede e il nostro Oliviero Toscani sarebbe contento di avere una città della madonna.

Ma il Vinitaly è stato anche tanto altro: 148 tra convegni e conferenze, 81 degustazioni guidate e ampi spazi dedicati alla cucina. Una vera Agorà dell’enogastronomia nazionale.

Ecco l’unico suggerimento che vorrei dare è a quel genio del Padiglione del Lazio che ha deciso che le Coppiette piccanti “abbestia” e biscotti dolci fossero utili da mangiare tra un sorso e l’altro: la prossima volta evita.

Inoltre non dimentichiamo che anche se il vino è classe, fatica, sudore e lavoro, bisogna apprezzare quella parte di pubblico che lo vive con la semplicità dionisiaca del divertimento e della sbronza; altrimenti scordiamoci i paragoni con il mercato delle birre e degli spiriti, perché i loro grandi numeri girano al vasto consumo.

Io intanto non vedo l’ora di tornare il prossimo anno. Cheers.

Sull'autore

Claudio Bonifazi

Amo bere e scrivere e per questo ho creato Vinopolis, per condividere tutto quello che bevo con gli altri. Dopo il Diploma da Sommelier sto continuando gli studi presso la WSET, dove ho ottenuto la certificazione avanzata; ad oggi sto frequentando il loro ultimo livello: il Diploma. Non pago scrivo anche su Vinoway e Bibenda7.

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