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Le Colline di Sopra

Scritto da Claudio Bonifazi

La storia di Colline di Sopra inizia nell’autunno del 2006 in Val di Cecina, nei dintorni di Montescudaio, una zona soleggiata situata a 120 metri sul livello del mare.

Una sfida biologica che sin dall’inizio si è fondata sul rispetto del terreno che, prima di allora, mai aveva ospitato la vite, attraverso l’impianto di circa 5 ettari di vigneti, le cui varietà, sono state selezionate in base alle caratteristiche del suolo e dei venti che rinfrescano la tenuta. Il merito è di Luisa Silvestrini e di suo marito Paolo Zucco, che stanchi della vita di città, decisero di investire tempo e denaro in questa nuova realtà. L’incontro con la zona di Montescudaio avvenne casualmente, attraverso il suggerimento di alcuni amici, e immediatamente scattò la scintilla.

Essendo a digiuno di enologia, viticoltura, e di tutte le informazioni che ruotavano attorno alla produzione del vino, decisero di colmare le loro lacune attraverso uno studio serrato, affidandosi al contempo all’esperienza dell’agronomo Mauro Carrara e l’enologo Giovanni Bailo.

I vigneti, certificati bio, sono composti da cultivar internazionali, ad eccezione del Sangiovese e del Moscato bianco.

La densità per ettaro è di 6600 piante, allevate cordone ed esposte prevalentemente verso nord-est e nord-ovest.

Il suolo, di tipo argilloso e ricco di minerali, è composto di un terreno di medio impasto dotato di scheletro formato da ciottoli di piccole dimensioni, i quali permettono un efficace drenaggio utile a fornire quel giusto stress idrico in fase di maturazione.

Ramanto 2013, Toscana IGT

Questa etichetta è il risultato del blend di Cabernet Franc e Petit Verdot; dopo la fermentazione in serbatoi di acciaio; segue conversione malolattica con affinamento in botti di rovere francese, in parte nuove, per dodici mesi, cui seguono ulteriori sei di bottiglia.

Il vino si presenta con un colore rubino scuro a tratti violaceo. Il naso è concentrato su frutta rossa contornata da ribes nero e chiodi di garofano e pepe ed una conclusione vegetale. La bocca è piuttosto equilibrata anche se leggermente amaricante, il tannino predomina la scena verso la fine; buona la tenuta alcolica che scalda a lungo il petto. 

Eola 2014, Toscana IGT

Il nome di questo vino prende evidentemente ispirazione dal dio del vento Eolo, dato che i filari sono esposti alla brezza che dolcemente culla le vigne. Un blend di Syrah, Merlot e Cabernet Franc è la sintesi delle tre espressioni varietali: frutta rossa, a tratti nera seguita da note balsmico-floreali sono il bel ventaglio aromatico che questo calice sa offrire. Inebriante la bocca che si rinfresca con l’acidità prima di insaporirsi per la mineralità del vino. 

Larà 2014 Toscana IGT

Merlot e Syrah, due vitigni morbidi e ricchi per questa etichetta. Naso interessante, anche se verticale, dove sensazioni di cioccolata, prugna e ribes sono gli elementi principali. Davvero gradevole il palato, dove una buona morbidezza è sorretta da sapori intensamente fruttati che persistono a lungo. Fermentazione e malolattica in acciaio; affinamento per otto mesi in inox.

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Sull'autore

Claudio Bonifazi

Amo bere e scrivere e per questo ho creato Vinopolis, per condividere tutto quello che bevo con gli altri. Dopo il Diploma da Sommelier sto continuando gli studi presso la WSET, dove ho ottenuto la certificazione avanzata; ad oggi sto frequentando il loro ultimo livello: il Diploma. Non pago scrivo anche su Vinoway e Bibenda7.

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