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Verticale storica di Arnaldo Caprai: il sagrantino in tutte le sue 18 annate.

Scritto da Claudio Bonifazi

L’Umbria deve la sua fama enoica ad un’importante vitigno, il Sagrantino di Montefalco che, con la sua impronta tannica, ha raggiunto in tempi molto brevi la notorietà a livello internazionale. Ma perché questo si verificasse, nei pressi dell’omonimo paese, dovette arrivare una famiglia, quella di Arnaldo Caprai, commerciante di tradizione, che nel 1971 acquistò quarantacinque ettari di terre per iniziare la propria attività imprenditoriale, mirata sin dalle origini, a creare vino di qualità che potesse valorizzare ai massimi livelli il Sagrantino, facendo uscire la sua prima etichetta Montefalco Rosso quattro anni dopo.

Fu alla fine degli anni ottanta, quando il figlio Marco prese la direzione della Cantina, che in Umbria la storia enologica avrebbe cambiato volto.

I contatti con Veronelli e Leonardo Valenti – suo stabile collaboratore sin da allora – sono stati fondamentali per guidare l’azienda verso un futuro fatto di innovazione, ricerca e collaborazioni universitarie che nel 2008 hanno portato alla fondazione del progetto di sostenibilità New Green Revolution;

Nel 1993 Marco diede vita al proprio Sagrantino di Montefalco DOCG, portando così a due le etichette di Denominazione prodotte (la prima fu Collepiano, messa in commercio per la prima volta nel 1979); e proprio questo Sagrantino di Montefalco sarà il protagonista indiscusso di questo post, dove descriverò tutte le annate partendo dalla vendemmia del 1993 per giungere a quella attualmente in commercio, la 2011. 

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Descrivere 18 vini che hanno un minimo comune denominatore fatto di tannini, frutta scura e alcolicità non è impresa facile ed è per questo che li descriverò come se fossero dei fratelli, membri della stessa famiglia. 

La “Verticale Storica” è stata organizzata dalla Fondazione Italiana Sommelier ed ha avuto luogo nel Salone Michelangelo del Rome Cavalieri Hotel

2011 – L’esuberante

E’ il giovane di casa, l’adolescente che lentamente prende forma nei desideri e aspirazioni, la sua personalità, fatta di vigoria, energia e movimento è il tratto distintivo di questo “pupo”; con il suo rubino impenetrabile, manifesta intensi aromi croccanti di frutta rossa e fiori che lasciano solo verso la fine spazio alle spezie. Tannino vivo e freschezza disarmante ci lasciano capire che il giovane ne avrà ancora per molto, anche se nonostante i suoi soli cinque anni sia già molto appetitoso.

2010 – L’adulto precoce

Niente da fare, a lui piace giocare con i grandi; legge libri di storia, si interessa di scienza e non ama muoversi più di tanto; sembra starsene li sulla scrivania con gli occhiali, non gioca a pallone, ma ama le scienze; parla come se avesse vissuto due volte eppure ha solo 6 anni. Il colore è granato, molto granato, il naso è freddo, con note ematico-ferrose, humus e cuoio; palato non troppo fresco e di media intensità, che inaspettatamente mostra sul finire buoni ritorni di frutta.

2009Il Figlio Modello

E’ il figlio di casa perfetto; educato, gentile, sportivo, studia ed è interessato al mondo. Se qualcuno dovesse stilare l’elenco dei desideri per un Sagrantino didattico dovrebbe rifarsi a lui. Colore intenso tra rubino e granato; il naso è un turbinio di more, prugne, liquirizia e pepe; buona freschezza, tannino incisivo, caldo.

2008 – La seconda figlia

Ecco la seconda figlia femmina della famiglia (ricordo che stiamo andando a ritroso negli anni, quindi della primogenita parlerò successivamente); elegante, curata, con quel profumo delicato e pulito. Una donna impostata e sicura di se: sopportare gli altri fratelli non deve essere stato facile. Il colore è scuro, delineato. Il naso apre con sensazioni di cipria e rose, cui seguono chiodi di garofano e cardamomo. Il palato è invece fermo, con ottimi tannini e ritorni fruttati di prugna e confettura.

2007 – Il Lunatico

Prima ti invita ad uscire e poi ci ripensa; passa interi momenti seduti a fissare il muro imbronciato ed improvvisamente si alza carico di sorrisi ed energie; chi di non non ha avuto – se non un fratello – almeno un amico del genere?

Il vino se ne sta sulle sue, con un naso scurissimo di more, prugne, pepe nero, liquirizia, tabacco; è la bocca che lascia spaesati, fresca, succolenta, cicciotta.

2006 – Il Cacciatore

Spalanca la porta di casa di campagna con un calcio, in una mano una lepre, nell’altra il fucile; dietro piove, varca la soglia bagnato e grondante; chiude la porta di casa, posa l’arma e la lepre per mettersi a giocare con i fratelli più piccoli, senza nemmeno asciugarsi, mostrando un istinto paterno inaspettato.

Il naso è terroso, con note animali seguite da cuoio, pellame e accenni vegetali, molto diverso dagli altri; la delicatezza esce nel palato, dove equilibrio, frutta e freschezza contornano un buon tannino.

2005 – L’Elegante

Si è sempre distinto in famiglia per la sua eleganza; veste con giacca e cravatta anche quando non ha impegni sull’agenda; il fazzoletto, rigorosamente blu, esce dal taschino; le scarpe in pelle marrone sono lucide in ogni momento della giornata, eppure il suo sorriso lo rende veramente un uomo di classe.

Quando qualcuno mi chiede cosa sia l’eleganza di un vino immagino sempre che naso, bocca e aspetto siano un tutt’uno, fatto di timidi sorrisi, voci basse che esprimono, nelle attitudini del bon ton, concetti che altri probabilmente manifesterebbero gridando;

e il bicchiere è proprio questo, ogni aroma, sia esso di frutta, spezie o note terziarie esce composto. La bocca è equilibrata, morbida, persistente. I tannini gradevoli nonostante la loro potenza. Ottimo.

2004 – Il Caffè dipendente

Ama talmente tanto il caffè che lo assume in tutte le forme; Nel calice sente solo odore di caffè, lo posso addolcire con note di crema e frutta rossa, ma ne uscirebbe un tiramisù. Tiramisù, si ecco di che cosa sa il naso di questo vino, dal colore rubino e tremendamente concentrato; il palato è in linea con gli altri vini, tannini robusti, buona freschezza e spanna alcolica.

2003 – Il figlio modello (II)

Il 2009 ha preso decisamente da lui, la differenza sta solo negli anni trascorsi, che hanno reso questo vino più rotondo e morbido.

2002Per dovere di cronaca questa annata non è stata prodotta a causa di una vendemmia difficile, perciò non impazzite a cercarla sugli scaffali; passiamo oltre.

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2001 – Il normale

Un bravo ragazzo, a scuola prende bei voti, si applica ed è nella norma; norma intesa come qualità, perché eccellere non sempre è necessario nella vita, mentre capire che si è semplicemente in gamba è più che sufficiente. Questo vino ha un naso simile al 2004, fatto di caffè e spezie, con sentori fruttato-floreali maggiormente evidenti e un finale di lavanda ed incenso. Bocca nella norma: bei tannini, bella freschezza, buona durata.

2000 – Il vegetariano

Descrivere un vegetariano è semplice, ama le verdure; ed ecco che il calice è leggermente vegetale tanto in aromi quanto al gusto; foglie secche, rabarbaro, lievissima foglia di pomodoro. Tannino leggermente verde, ritorni di frutta matura e finale lungo.

1999 – La primogenita

Vi presento la prima figlia della famiglia, che vede i propri natali dopo 6 fratelli. Eleganza, portamento e dolcezza; la piccola di casa per i fratelli maggiori, la madre di quelli minori.

Il colore rosso granato apre ad un naso fatto di cipria, confettura e bergamotto. Nessuna esuberanza fresco, corposo e succulento, ancora vivo.

1998 – L’affetto da Sindrome di Peter Pan

Nonostante la sua età è giocherellone, energico e sempre pronto a scherzare. Ha molte affinità con il più piccolo della casa con il quale ama passare molto tempo. Agrumi, geranio, peonia e frutta rossa sono gli elementi principali di questo vino che anche in bocca esplode in una grandiosa freschezza.

1997 – Il Pasticcere

E’ il fratello che sforna torte a tutte le ore e che impregna le pareti con l’odore dei suoi dolci; ha le mani nella teglia e i baffi sporchi di marmellata. Il vino inizia con una nota ferrosa che apre ad una crostata ai frutti di bosco. In bocca è asciutto e fruttato, con tannini davvero notevoli.

1996 – Lo Scontroso

Mi chiedevo quando sarebbe arrivato quel fratello poco sopportabile, con un carattere difficile, che nessuno comprende, nonostante gli sforzi. Il naso è chiuso, nasconde ogni dettaglio dolce a favore di sensazioni terrose e di dado knor. Anche la bocca non mi ha convinto più di tanto, sulle sue.

Ho degustato solo questa ’96, non saprei definire quindi se sia il singolo caso o meno. Vero è che la vendemmia di quell’anno fu atipica e di non facile gestione, con clima piovoso sia in fase di fioritura che durante la vendemmia.

1995 – Il Poliedrico

Ama l’arte, legge di scienza e discute di politica. Ha frequentato il classico e poi lettere, perché non ha mai amato allinearsi ad una sola materia. Nel naso c’è un po’ di tutto: amarena, mora, prugna, ma anche pepe, liquirizia, timo, alloro e pietra focaia; un bel misto. Ottimo in bocca dove anche qui abbiamo tannini a volontà (molto morbidi), freschezza, alcolicità e durata. Bell’esemplare.

1994 – Il fratelli di riferimento

E’ quel fratello che ami, quello che non vuoi perdere perché sa giocare e ridere; ma sa confortare e tirarti fuori dai guai nei momenti di difficoltà, grazie alla sua età, grazie alla sua esperienza. Gli aromi di frutta, fiori e spezie sono un tutt’uno, l’età li ha sapientemente modellati. La bocca è equilibrata e pacifica, senza spigolature; forse leggermente stanca

1993 – Il Primogenito

Il fratello più grande; lui che conosce ogni cosa dei propri familiari, che ne ha seguito le vicende e le passioni. Frutta sotto spirito, balsamicità, pepe nero e bastoncino di liquirizia; La bocca è ancora grintosa; i tannini, la freschezza, i ritorni di frutta scura e la persistenza ci sono. Ma l’età e il tempo addolciscono e ammorbidiscono anche i cuori duri di chi vuole fare il padre.

 

Tratta da instagram @edoale

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ARNALDO CAPRAI
Società Agricola s.r.l.
Località Torre di Montefalco
06036 – Montefalco (PG) Italia
Tel. 0742/378802
Fax 0742/378422
www.arnaldocaprai.it

Sull'autore

Claudio Bonifazi

Amo bere e scrivere e per questo ho creato Vinopolis, per condividere tutto quello che bevo con gli altri. Dopo il Diploma da Sommelier sto continuando gli studi presso la WSET, dove ho ottenuto la certificazione avanzata; ad oggi sto frequentando il loro ultimo livello: il Diploma. Non pago scrivo anche su Vinoway e Bibenda7.

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