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I Fiorano della Fattoria di Antinori – (anteprima).

Scritto da Claudio Bonifazi

Chi conosce il Fiorano è certamente cosciente della storia del principe Boncompagni Ludovisi, del suo vino e della personalità che resero storiche le sue bottiglie; la vita va avanti, luoghi e persone cambiano, mutano anche gli aspetti familiari ma l’attaccamento alla terra e alle proprie radici è tutt’ora vivo nelle due aziende che oggi si trovano a gestire l’eredita del principe: La Fattoria di Fiorano e la Tenuta di Fiorano. Questa premessa ha lo scopo di rendere chiaro che – ad oggi – sotto lo stesso nome, si possono trovare bottiglie prodotte da vigneti di due diverse aziende vinicole; in questo articolo parlerò solo ed esclusivamente della Fattoria di Fiorano, di cui potete trovare qui un mia precedente descrizione.

Ci troviamo sulla riva destra di via di Fioranello avendo alle spalle l’aeroporto di Ciampino; qui, quattro filari di Cabernet Sauvignon e Merlot, appartenenti alle vecchie vigne del Principe, sono ancora in ottime condizioni e utilizzate per la produzione del Fiorano Rosso. Poco distante, in una villa appartenente ad un vecchio assistente del Principe, sono stati rinvenuti – 8 anni fa – alcuni filari di Semillòn, gli stessi che diedero vita al grande bianco laziale e tutt’ora impiegati per la produzione esigua di un Semillòn in purezza.

Grazie all’ospitalità di Alessia Antinori, nipote del Principe, oggi ho avuto modo di degustare in anteprima il Fiorano Rosso 2011 e il Fiorano Bianco 2013 che verranno etichettati la prossima settimana. Una produzione di poche bottiglie che si aggira, unendo il bianco e il rosso, attorno alle duemila unità.

Il Fiorano Rosso 2011 è un blend in pari proporzioni di Cabernet Sauvignon e Merlot. I 4 filari su cui crescono i grappoli sono situati nella parte interna dell’azienda e non sono visibili da via di Fioranello; la loro resa bassa e lo spessore del tronco della vite sono segni distintivi degli anni trascorsi. Il vino, terminata la fermentazione,  affina per 18 mesi in tonneau e barrique per passare poi ulteriori due anni in vetro. Bottiglie totali prodotte 1650.

Il colore è rubino. Il naso intenso ed elegante, ancora giovane, con tutti gli elementi al posto giusto. Ribes e amarena aprono le danze, seguiti poi da lievi note di humus e cuoio che conducono ad un finale di spezie piccanti ed impercettibile nota vegetale. Il sorso è pieno, il vino entra e invade la bocca mostrando un nerbo di freschezza ancora potente, preambolo di un’ottima capacità d’invecchiamento. I tannini sono perfettamente integrati. La persistenza è lodevole, con ritorni retro-olfattivi di frutta e spezie. Il naso continua ad evolvere minuto dopo minuto. Un vino che subito si colloca tra i grandi rossi del nostro paese; a settembre è stato inserito tra i 50 migliori vini Italiani nel premio BIWA. 95.

Il Fiorano Bianco 2011 è Semillòn 100% con una produzione totale di 800 bottiglie. Uva non semplice da gestire. La mia esperienza non è così marcata su tale vitigno vinificato in secco e in purezza, anche perché è raro trovarne. I pochi che ho avuto modo di degustare in passato provenivano dalla Hunter Valley e la caratteristica che accomunava tali Semillòn, era che da giovani rendevano la metà di quello che avrebbero sviluppato nel tempo.

Il colore è paglierino dorato con un naso delicato e lineare, orientato su fiori e frutta gialla sostenuti da una lieve mineralità e piccole note agrumate di lime. Al sorso freschezza e sapidità si manifestano immediatamente e predominano la scena. Per la precisione ad un primo assaggio avevo sentito un’incredibile sapidità, credendolo poco fresco. In un secondo momento, non troppo distante, la sensazione è stata decisamente capovolta e la freschezza era diventata la componente tattile più potente. Il vino è stato “studiato” per l’invecchiamento. L’uso moderato del legno – solo 2 mesi in botti vecchie – non modifica il profilo aromatico varietale. Buona la persistenza. Con l’invecchiamento ci sarà da aspettarsi un gran vino. 89.

In conclusione la Fattoria di Fiorano si piazza subito ad un livello qualitativo elevato, aumentando il numero di etichette che nel Lazio sono capaci di dare lezioni soddisfacenti a chi in questa terra crede (o ha creduto) poco. Ma dopo tutto il principe fu una delle figure più importanti per l’enologia regionale. Bisognava aspettare “Donna Paola” per trovare qualcuno che – a pari livello . credesse nella sua magnifica terra.


FATTORIA di FIORANO
Via di Fioranello 34 – Roma
Mobile: 342 3658581
Fisso: 06 79340114
www.fattoriadifiorano.it
fiorano@fattoriadifiorano.it

 

 

Sull'autore

Claudio Bonifazi

Amo bere e scrivere e per questo ho creato Vinopolis, per condividere tutto quello che bevo con gli altri. Dopo il Diploma da Sommelier sto continuando gli studi presso la WSET, dove ho ottenuto la certificazione avanzata; ad oggi sto frequentando il loro ultimo livello: il Diploma. Non pago scrivo anche su Vinoway e Bibenda7.

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