Aziende Regione Sardegna

Argiolas, storia Sarda

Scritto da Claudio Bonifazi
L’azienda

La storia di questa azienda inizia già nei primi del ‘900, con dei piccoli possedimenti vitati nei dintorni della minuta cittadina di Serdiana, nei pressi di Cagliari. Una zona formata da piccole colline che circondano a mo’ di anfiteatro l’abitato, da sempre sede agricola di ulivi, vigne.

Un territorio intriso di storia, con testimonianze che risalgono al medioevo, è ricco di chiese  e piccoli borghi. Il mare non è molto distante e mitiga il clima, il sole batte sui filari per tutto il periodo di maturazione delle uve e le colline offrono la giusta azione drenante e un’ottimale esposizione.

Vigneti

I vigneti della famiglia Argiolas, guidata oggi dalla terza generazione di viticoltori, possiede cinque vigneti, differenti per caratteristiche e tipologia di vitigni.

La tenuta di Serdiana si estende per circa 20 ettari nelle campagne di Sibiola e ospita i vitigni tradizionali più importanti. Quarantacinque ettari nelle zone del Parteolla, in posizione collinare con una altitudine compresa tra i 300 ed i 350 metri sul livello del mare. In questa tenuta sono anche coltivate e ospitate circa 5000 piante di varietà Tonda di Cagliari e Pitz’e Carroga.

La tenuta di Sisini si estende per circa 60 ettari nelle colline del Comune di Siurgus. Presenta terreni derivanti da marne arenarie e calcari marnosi del miocene con relativi depositi colluviali, ad una altitudine compresa tra i 250 ed i 300 metri sul livello del mare. Questa condizione pedoclimatica mite e una buona esposizione dei vigneti danno un’ottima produzione di uve base dei vini bianchi Argiolas. Tra le altre uve il vermentino, portato dal nord Sardegna ed impiantato con grande intuizione di Antonio Argiolas.

La tenuta Sa Tanca si estende per circa 80 ettari sui rilievi originatisi dai calcari grossolani del Miocene compresi nei territoridi Selegas e Guamaggiore. Presenta terre brune e regolari e buona permeabilità associate a terre bianche con grande presenza di calcare. Situata ad una altitudine compresa tra i 200 ed i 350 metri sul livello del mare, gode di un microclima privilegiato con piogge intense e distribuite lungo l’arco dell’anno, ma sopratutto con degli sbalzi termici ottimali per lo sviluppo e il mantenimento delle sostanze coloranti ed aromatiche. Ospita, oltre alle varietà tradizionali -Cannonau, Monica, Bovale Sardo, Carignano, Vermentino, Malvasia Bianca- anche il più vasto campo sperimentale aziendale. In esso sono coltivati e testati decine di vitigni alloctoni, diversi cloni e selezioni massali di vitigni tradizionali.

La tenuta di Vigne Vecchie si estende per circa 60 ettari  su un rilievo calcareo e marnoso del Miocene, presenta sia terreni bruni e profondi che terreni con forte presenza di calcare. In questi ultimi vengono coltivati i vitigni a bacca bianca che danno vita ad alcuni importanti vini dell’azienda. La buona altitudine, variabile dai 190 ai 220 metri sul livello del mare, e le caratteristiche del terreno contraddistinguono da sempre la vocazione del territorio per la produzione di vini di eccellenza.

Infine vi è la tenuta di Porto Pino che si estende per circa 15 ettari lungo la fascia litorale che si affaccia sul golfo di Palmas, dai 200 ai 700 metri dal mare. Gode di un microclima mitigato dai venti e dei grandi sbalzi di temperatura tra il giorno e la notte, che permettono un ideale sviluppo delle sostanze fenoliche e contribuiscono a farne il luogo ideale per la coltivazione del Carignano.

Vigneti Argiolas

I vini

Il vino che gode di più fama è senza dubbio il Turriga, blend di Cannonau, Carignano, Bovale e Malvasia Nera. Un vino rosso dal naso imponente che spazia da frutta matura ad aromi come anice, bacche di ginepro e note mentolate. Un vino dal corpo robusto che mostra una potenza incredibile al palato, corroborata dal lungo finale.

Il secondo vino di punta è il Korem, anche qui ritornano il Cannonau, il Bovale e il Carignano. Il naso è più delicato, si potrebbe dire che viri su colori rosa e violacei. Permane l’aroma della frutta rossa che si sposta però su fiori come iris e spezie come pepe rosa, con finali di liquirizia.

Tra i bianchi non si può non citare Angialis, il loro vino dolce di Nasco e Malvasia che presenta tutti gli odori tipici dei vini di questa categoria: frutta cotta, albicocche e pesca, note di miele, zenzero, scorsa di arancia, sembra di annusare una fetta di crostata appena sfornata. 

Il Cardena e Iselis Bianco sono composti entrambi dall’unione di Nasco e Vermentino ma con percentuali invertite.Il primo presenta note agrumate e di frutta tropicale cui si aggiungono sprazzi di latte dovute alla fermentazione malolattica. In bocca mostra una buona dose minerale. Il secondo invece vira più su sentori di pesche ed erbe. Vinifica in solo acciaio e pertanto gli odori sono più semplici, ma di godibile intensità.

Vino godibile è il loro vermentino Costamolino, che raggiunge spesso gli scaffali della grande distribuzione. Odori semplici, chiari e definiti di note di agrumi e salmastre. Di buona freschezza e persistenza è un piacevole accompagnamento per le cene di pesce.

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Argiolas

Via Roma, 28/30 – 09040 Serdiana (CA)
SARDEGNA, ITALIA
telefono +39 070 740606 fax +39 070 743264

info@argiolas.it

*dipinto di un Murales sardo.

Sull'autore

Claudio Bonifazi

Amo bere e scrivere e per questo ho creato Vinopolis, per condividere tutto quello che bevo con gli altri. Dopo il Diploma da Sommelier sto continuando gli studi presso la WSET, dove ho ottenuto la certificazione avanzata; ad oggi sto frequentando il loro ultimo livello: il Diploma. Non pago scrivo anche su Vinoway e Bibenda7.

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