Aziende

Tra buon Frascati e grandi rossi: Pallavicini

Pallavicini
Scritto da Claudio Bonifazi

E’ sulla via Casilina, al chilometro 25,500 che si trova la sede dell’azienda Pallavicini, esattamente a Colonna, piccolo comune di 4000 anime circondato dalle vigne appartenenti alla DOCG del Frascati Superiore.

La storia dei Pallavicini è una storia molto antica, inizia nel 1700 quando un ramo della nobile famiglia scese da Genova. Sin d’allora l’interesse alla produzione di vino non si è mai interrotta e oggi trovano a condurre il tutto la Principessa Maria Camilla che – con i due figli Sigieri e Moroello – ha puntato attenzione tanto alla tradizione quanto alle novità arrivando ad approdare anche alle coste etrusche di Cervetri.

Oltre alla produzione di Frascati, che nelle colline di Colonna è il vino principe, all’altezza della Pasolina – la meravigliosa collina con sopra la torre – sono stati piantati vitigni internazionali come Cabernet, Petit Verdot e Merlot, vitigni che si potrebbero quasi definire autoctoni dimorando tra queste terre da più di 300 anni.

Ad accogliermi c’è Mauro de Angelis che mi da il benvenuto con un caffè e dopo un breve scambio di parole senza perdere tempo mi fa salire in auto e mi porta a visitare la tenuta de ‘le Marmorelle’. Qui si perdono a vista d’occhio vigneti allevati a cordone speronato di Malvasia Puntinata, Grechetto e Cesanese che hanno affondato le radici su terreni ricchi di storia. “Ogni volta che dobbiamo piantare – afferma Mauro – dobbiamo chiamare l’archeologo, perché questa è una zona storicamente importante. Il vino si produce tra queste colline da secoli e i fatti – grazie a Dio – parlano più di ogni altra chiacchiera”.

Non a caso il nome Marmorelle deriva dai marmi ritrovati e da reperti  antichi che testimoniano l’attività vinicola dell’antica Roma; la stessa cantina usata per l’affinamento in bottiglia è situata all’interno di una cisterna dell’acquedotto Claudio.

Mauro sente la responsabilità di cosa significhi continuare a ‘vinificare’ in un’area di tale interesse ed il suo incontro si sposta da nozioni di agraria a racconti di imperatori, battaglie, nobiltà e vita papale senza troppe difficoltà, rendendo l’incontro sempre più interessante.

Oggi ho avuto l’onore di poter degustare tutta la loro produzione che parte da grandi bianchi. continua in un ventaglio di rossi e termina con un vino dolce da 5 stelle. Dopo la foto le descrizioni.

Bottiglie

Frascati DOCG Superiore ‘Poggio Verde’ – 2014.

Non risente per nulla dei colpi inferti da un’annata difficile. Il colore è giallo paglierino con riflessi dorati. Il naso di spiccata intensità con belle inalate di frutta tropicale, pesca, fiori gialli e spalla salina. Appena imbottigliato con qualche mese in più potrebbe tirare fuori ancora qualche aroma. Acidità presente – ‘ricercata’ precisa Mauro – buona struttura, caldo e dal finale lungo. Un vino decisamente delineato che si può bere da subito ma che lascerei fino a Luglio in bottiglia. La Malvasia del Lazio raggiunge nel blend il 70%, seguono poi Greco e Grechetto. Rimane sui lieviti per 4/5 mesi. 80.000 bottiglie. Vino molto buono.

Roma DOC – Malvasia Puntinata  – 2014

Qui il vitigno principe ed indiscusso è la Malvasia Puntinata vinificata in purezza. Vino completamente diverso rispetto a Poggioverde. Colore più dorato e scuro. Le componenti aromatiche si spostano verso la frutta secca, fiori bianchi e qualche nota erbacea. Naso meno immediato ma comunque fine. In bocca mostra una trama talmente morbida da sembrare quasi “oleoso”, buona spalla alcolica e finale più che lungo. L’acidità prevale sulla sapidità. 28.000 bottiglie. Vino Buono

Rubillo, Cesanese – 2014

Naso senza dubbio floreale con rose e viole e frutta rossa. Ancora giovane concentra gli aromi sulla nota primaria. Un vino molto accattivante che si lascia bere grazie al leggero residuo zuccherino che permane. La struttura si fa sentire, il finale si allunga proprio per questa lieve tendenza dolce che lo rende un vino da tutto pasto. Esprime croccantezza al naso e la conferma in bocca. Il cesanese utilizzato è un clone selezionato in azienda. Se ne producono ben 80.000 bottiglie. Vino Buono.

Syrah – 2013

Il nome è chiaro, ma spostiamo i vigneti sulle sponde marine di Cerveteri. Viti allevate a guyot sulle colline che si affacciano sul mare a 100 m.s.l. Fa 6 mesi in tonneau e sei mesi in bottiglia. Il Syrah è il mio vitigno preferito e ogni volta che ne degusto uno cerco sempre di collocarlo nella mia personale classifica mentale. Con sorpresa questo Syrah si posiziona molto bene ed esprime tutte le sue caratteristiche varietali. Bello porpora, intenso e impenetrabile. Naso pronunciato con chiara rosa, spezia, fiori scuri e frutta nera. In bocca quel contrasto tra morbidezza e parti dure. Tannini molto presenti ma integrati, buona freschezza con lieve finale pepato. Vino Molto Buono.

Soleggio 2013 – Cabernet Sauvignon.

Cresce sulle colline vulcaniche della Pasolina. Il colore è rosso rubino intenso. Gli aromi sono un misto di frutta rossa e nera. Spunta il ribes tanto sotto forma di frutto che con le sue foglie, seguono pepe e spezie e nota balsamica. In bocca è persistente, si sente l’alcol, il tannino c’è tutto, un corpo pieno che si lascia degustare a lungo. Vino rigorosamente da abbinamento con piatti complessi come arrosti e caggiagioni. Vino buono.

Amarasco – Cesanese 2013.

Anche qui Cesanese in purezza con affinamento in botti di rovere per 12 mesi. Ovviamente più complesso di Rubillo. Al naso compaiono decise dolci note speziate e di potpourrì. In bocca mantiene struttura e personalità senza nessuna difficoltà. Molto persistente. Vino Molto Buono.

Moroello 2011.

Merlot e Sangiovese Rosso. Il naso é pulito e coerente con i vitigni, il Sangiovese Grosso vira su ciliege belle mature e il merlot sposta tutti su aromi scuri come viole, frutta nera e sottobosco e spezie che esprimono profonditá e croccantezza allo stesso istante. Buona aciditá, tannini ben presenti e vellutati, peristente e pieno. Da bersi anche ora, ma sta bene in cantina ancora per un bel po’. Vino eccellente.

Casa Romana 2011.

Petit Verdot e Cabernet. Viene prodotto sulle colline vulcaniche romane a 350 m. Colore rubino intenso. Naso ricco, frutta rossa, spezie scure, fiori appassiti, componente vegetale ed incenso. Alcol e tannini maturi se la comandano. Persistente rimane in bocca per molto tempo. Vino molto buono.

Stillato 2013 

Malvasia Puntinata in purezza con appassimento in pianta per 30 giorni. 10 mesi sui lieviti. Dorato, brillante. Frutta bella matura che spazia dal tropicale all’ agrume (non eccessivo quest’ultimo), seguono frutta secca e dolci note di vaniglia. In bocca è decisamente bilanciato: acidi e zuccheri rendono questo vino perfetto anche con piatti salati che necessitano una bella pulizia da componenti grasse. Bene la persistenza. Vino eccellente.

Ringrazio Mauro per l’accoglienza e per avermi fatto passare questa splendida giornata a parlare di vigne, storia e a bere i buon vino. Se mai passaste a far visita all’azienda inoltre vi consiglio di fermarvi a mangiare al chiosco davanti gli uffici. Li potrete godere di un eccezionale panino alla porchetta e verdure che difficilmente dimenticherete.

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Vini Principe Pallavicini
Via Casilina Km 25+500
00030, Colonna (RM)
Tel: 069438027

Si possono effettuare visite su prenotazione concordando il numero di partecipanti.

 

 

 

 

Sull'autore

Claudio Bonifazi

Amo bere e scrivere e per questo ho creato Vinopolis, per condividere tutto quello che bevo con gli altri. Dopo il Diploma da Sommelier sto continuando gli studi presso la WSET, dove ho ottenuto la certificazione avanzata; ad oggi sto frequentando il loro ultimo livello: il Diploma. Non pago scrivo anche su Vinoway e Bibenda7.

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