Wine News

#Vinitaly2015: Giovani produttori a confronto con giovani consumatori con Young to Young

Scritto da Claudio Bonifazi

Il Vinitaly quest’anno ha dato molto spazio ai giovani, concedendo un evento dedicato che ha messo a confronto giovani penne, con giovani produttori.

“La miglior forma di giovinezza sta nel rinnovamento, la voglia di fare e saper essere ponte tra passato e futuro“: se dovessi riassumere in una sola frase l’incontro che si è tenuto oggi al Vinitaly con “young to young” userei proprio questa, e lo vedremo nello specifico come questo abbia influito le vite degli attori di oggi.

Tre storie di tre aziende lungo lo stivale, tre storie diverse di giovinezza, raccontate direttamente da chi è cresciuto tra le vigne e ha continuato ad innovare il lavoro delle proprie famiglie. Tre espressioni che si racchiudono in tre etichette di qualità: Ciu’ Ciu’, Simone di Brazzan e Cataldo Calabretta.

Sotto la guida di Paolo Massobrio e Marco Gatti de “La Stampa”  i tre produttori hanno avuto modo di confrontarsi con un gruppo di giovani blogger (per questo non potevo mancare), consumatori e scrittori. Un’ora all’insegna di degustazioni e confronto con la finalità di creare un tessuto connettivo tra chi il vino lo crea e chi lo consuma.


Il rinnovamento

MIXOLOGISTWalter Bartolomeo, 40 anni, racconta di sé e di Ciù Ciù, azienda di Offida (Marche). Un’azienda che ha saputo rimanere viva in un momento di difficoltà quando in passato la giovinezza mentale della famiglia aveva compreso che l’unico modo di continuare a produrre vino era quello di espandersi ed investire su vitigni locali, proprio quando gli altri abbandonavano le campagne a seguito del crollo delle Cantine Sociali. Uno status mentis difficile da attuare ma che ha portato ad un ingrandimento degli appezzamenti non indifferente, passando dai soli piccoli 5 ettari a ben 150. Precoci anche nel biologico che viene praticato con riconoscimento già dal 1996, anticipando le mode e le filosofie di pensiero che ad oggi stanno dettando legge sul mercato del consumatore.

Il tutto rappresentato dal suo vino a base di Pecorino, vitigno che solamente nell’ultimo decennio, grazie alla costanza dei produttori, ha saputo rifarsi strada a livello nazionale.

Merlettaie, Offida Pecorino DOCG 2014 – Ciu’ Ciu’

Paglierino luminoso con rilessi dorati. Naso piacevolissimo con sentore di frutta tropicale e banana. In bocca si comporta egregiamente col giusto bilancio tra acidità e freschezza. Con i suoi 13,5% mostra una bella struttura e persistenza. Ottimo il prezzo in cantina che si aggira intorno ai 10 euro.

Società Agricola Ciù Ciù
località S. Maria in Carro
Contrada Ciafone, 106 – Offida (AP) – Italia
Tel. +39 0736 810001
Fax +39 0736 889772

 


La voglia di fare

logobrazzanDaniele Drius aveva solo 21 anni quando decise di affiancare il nonno nelle sue attività. La voglia di fare e di essere diverso, di voler passare da quel vino sfuso che “tanto facilmente si vendeva” all’imbottigliamento.  Con quel pugno di conoscenze che un ragazzo poteva avere si mise a lavoro. Oggi 19 anni dopo si trova a gestire una piccola azienda- Simon di Brazzan – in grado di offrire vini di punta, orientati al biologico e al biodinamico. Vini che hanno dovuto subire un ulteriore adattamento e capacità di risposta quando nel 2008 il Friuli Venezia Giulia perse la sua battaglia per il Tocai.
Continuare a tramandarlo, nonostante oggi si chiami Friulano, cercando ancor più di farne uscire sapori e aromi in grado di emozionare.

Il vino presentato oggi ha tutte le carte in regola per poter rappresentare egregiamente, ovunque il FVG.

Blanc di Simon, 2010 – Simon di Brazzan

Il colore è di un dorato intenso e brillante. Il naso subito invita a bere con sentori di miele, zagara, note di cedro e zafferano. Non delude affatto nemmeno in bocca, dove continua coerentemente con un connubio di persistenza e struttura. Si trova sul mercato a 20 euro.

Da Simon Veliscig Enrico
Azienda Agricola di Drius Daniele
via San Rocco, 17 – Brazzano di Cormons (GO) 34701
tel-fax +39 0481 61182 – info@simondibrazzan.com


Il ponte tra passato e futuro

calabretta logoCataldo Calabretta è il più giovane dei tre produttori di oggi, con i suoi 38 anni. La sua è famiglia di viticoltori da ben 4 generazioni. Dopo aver passato più di 10 anni lontano da casa per studiare Enologia a Milano e lavorare presso diverse realtà ha sentito il richiamo di dover tornare a casa, di essere presente in famiglia, tornando con il suo bagaglio di esperienze e la sua forza di mettersi in gioco. Così da pochi anni si è messo a coltivare nella sua Ciro’ dove con delle viti ad alberello, piantante nell’entro terra, ha dato vita al suo vino, di stampo giovane e tradizionale, con un occhio rivolto al futuro e l’altro verso il passato. Abbiamo parlato di giovani e vino in Calabria. Due realtà che ancora sembrano essere distanti, perché il vino veniva visto spesso solo come tradizione e non qualcosa di costantemente moderno. Piccola differenza che si rispecchia anche nella cucina locale, che a suo avviso – e non mi resta che concordare – stenta ancora a decollare fuori regione proprio perché i giovani non stanno scommettendo su quella forma di modernismo nato dalla tradizione.

Il suo vino riesce in questo gioco, con uno stile che può colpire i più giovani e continuare ad affascinare chi già apprezzava il Cirò e non a caso Cataldo ha scelto di ristampare l’etichetta originale del nonno.

Ciro’ Rosso Classico Superiore DOC, 2013 – Cataldo Calabretta Viticoltore

Il rosso è un bel rubino, non troppo intenso e di una brillantezza non trascurabile. Il naso? Croccante, da masticare con quelle note balsamico/fruttate che spingono inesorabilmente a bere. La freschezza in bocca mantiene le aspettative e ha a supporto buona strututra e corpo. E’ un vino che può rimanere a lungo in bottiglia. Fa cemento. Prezzo 12 euro.

Cataldo Calabretta Viticoltore
via Mandorlteto, 47, 88811. Cirò Marina (KR)
www.cataldocalabretta.it
calabrettacataldo@libero.it
Mobile: +393923418219


 

 

Sull'autore

Claudio Bonifazi

Amo bere e scrivere e per questo ho creato Vinopolis, per condividere tutto quello che bevo con gli altri. Dopo il Diploma da Sommelier sto continuando gli studi presso la WSET, dove ho ottenuto la certificazione avanzata; ad oggi sto frequentando il loro ultimo livello: il Diploma. Non pago scrivo anche su Vinoway e Bibenda7.

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