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Vini di Francia: Bordeaux

Scritto da Claudio Bonifazi
Bordeaux è l'denominazione di origine controllata francese più vasta.
Il clima

Il clima di Bordeaux è marittimo e moderato grazie alla corrente del golfo che, con le sue temperature calde, prolunga il tempo ideale per la maturazione delle uve. L’Atlantico d’altra parte contribuisce con forti piogge e umidità mitigate lievemente dalla presenza della foresta lungo la costa e delle dune di sabbia; la caduta di acqua annuale è comunque elevata e per questo le annate possono variare in qualità dove a godere di maggiore vantaggio sono i vitigni che crescono su terreni particolarmente drenanti.

Viticoltura

Il suolo è variegato e differenze nella gestione di acqua e calore determinano quali uve possano giungere meglio a maturazione. Una selezione di porta-innesti ne ha nettamente migliorato la qualità, così come l’abbandono delle alte rese. I peggiori nemici in questa zona sono le malattie fungine e il variabile apporto di maturazione, strettamente collegati alle condizioni meteorologiche di  cui abbiamo già parlato prima.

I Vitigni

E’ difficile trovare vini che siano provenienti da monovitigno, il blend consente di gestire la maturazione delle varie uve in tempi differenti e di poter correggere eventuali problemi dovuti al maltempo. Ben 13 sono i vitigni autorizzati nella AC (appelation contrôlée) ma sono tre vitigni rossi e due bianchi a dominare

Cabernet Sauvignon

Qui è il punto più a nord in cui questo vitigno possa crescere. Trova la sua sede ideale nell’ Haut Mèdoc, anche se ha un ruolo importante nel Bas-Medoc e nel Graves. Grazie al suolo scuro, che riflette il calore solare, giunge bene a maturazione e nei vini più pregiati viene utilizzato per i 3/4 unito a Merlot e/o Cabernet Franc ( l’unione dei tre vitigni prende il nome di taglio bordolese). Dà origine a vini tannici, adatti ad affinamento in botte sviluppando sentori di ribes nero. Quando i tannini non giungono a perfetta maturazione i sentori possono spostarsi sul vegetale con conseguente senso di durezza.

Merlot

Il Merlot è il vitigno maggiormente coltivato, con una struttura completamente differente: offre vini meno tannici, più morbidi, ben strutturati. Aggiunge ricchezza e morbidezza all’austero Cabernet S. e mantiene la stessa componente aromatica. Nel Pomerol e St. Emilion viene vinificato quasi in purezza, offrendo etichette di fama mondiale – vedasi “Petrus”. Proprio per le sue caratteristiche più arrotondate viene impiegato per la produzione di vini con minor costo di vendita.

Cabernet Franc

Viene coltivato maggiormente nella zona di St. Emilion, ma non prevale da nessuna parte. E’ meno tannico e strutturato del Cabernet Sauvignon e offre sentori vegetali quando non troppo maturo.

Petit Verdot

E’ un vitigno che giunge a maturazione solo nelle estati calde, può dare origine a vini tannici da lento invecchiamento. E’ solitamente impiegato per aggiungere tannino e colore ad altri vini, sfumando su aromi esotici.

Semillòn

E’ il vitigno a bacca bianca più coltivato a Bordeaux e grazie alla sua buccia molto fine, quando attaccato dalla muffa nobile, viene vinificato in dolce. Offre vini dal colore dorato e di piena struttura. Simpatizza per la botte e può giungere a lunghi invecchiamenti.

Sauvignon Blanc

Viene usato in purezza per vini bianchi secchi. Per la sua imponente acidità viene spesso assemblato con il Semillòn per bilanciarne la grassezza e quando vinificato in dolce gli zuccheri.

Muscadelle

Partecipa sempre in piccole percentuali nei vari blend. Viene usato per le sue forti componenti aromatiche sia nei vini secchi che dolci.

Le principali zone di Bordeaux

Mappa Bordeaux 2

 

La conformazione geografica di Bordeaux è dettata dai tre fiumi che vi scorrono – Dordogne, Garonne e Gironde – dividendo il territorio in tre zone. A sinistra della Gironde e del Garonne abbiamo, da nord a sud, Medòc, Graves and Sauternes.

Tra la Garonne e il Dordogne abbiamo la zona Entre-Deux-Mers AC ed in fine, sul lato destro dei fiumi, Saint-Emilion e Pomerol.

Sono ben più di 50 le denominazioni presenti a Bordeaux che vanno da quelle con nomi generici a quelle che riportano nome di singoli comuni. C’è da specificare che i confini delle denominazioni differiscono da quelli amministrativi.

Sono 3.000.000 gli ettolitri che cadono annualmente sotto le denominazioni. La generica  Bordeaux AC copre bianchi e rossi, Bordeaux Rosè o Clairet i vini rosati. Sono vini che hanno visto migliorare la loro qualità dopo le critiche ricevute in passato. Al loro meglio, i vini di media struttura possono offrire sentori di ribes e cedro. I bianchi, con il Sauvignon Blanc, riescono a regalare sentori di sambuco. Il rosè è fresco, e più strutturato quando Clairet, per via del maggior contatto con le bucce in fase di fermentazione.

I rossi del Médoc e del Graves

La grande fila di vigne che si estendono lungo la Gironde e il Garonne vengono divisi in due dalla città di Bordeaux. Al nord giace il Médoc, a sud il Graves. All’interno di queste regioni i migliori vini rossi sono prodotti nell’Haut-Médoc e Pessac Leognan. Con maggior componente di Cabernet Sauvignon i vini sono ben strutturati, tannici e freschi con aromi di ribes e tostature di legno. Possono invecchiare per decenni sviluppando odori si scatole da sigaro e cedro. La parte più a nord del Médoc è il Bas Medòc che può usare solo la denominazione Médoc AC. Qui il terreno è prettamente argilloso con lievi presenze di ghiaia. A partire dal comune di Saint- Estephe entriamo nell’Haut-Médoc AC, la denominazione più ricercata. Con la sola eccezione di uno, tutti i vini rossi classificati nel 1855 provengono da qui.

I 4 comuni “fratelli” per qualità sono Saint-Estèphe AC, Pauillac AC, Saint-Julien AC e Margaux AC. Continuando a sud abbiamo poi il Pessac-Léognan AC dove troviamo i vitigni più pregiati. Suolo ghiaioso ideale al Cabernet Sauvignon. Qui i vini sono leggermente meno strutturati rispetto a quelli del Médoc ma hanno un’invidiabile fragranza. Sono più adatti ad un consumo immediato.

I rossi del Librounais

I vini della riva destra sono a prevalenza di Merlot. Saint-Emilion AC è la denominazione più grande, con caratteristiche territoriali tanto diverse che solo nella parte nord è facilitato l’uso di Cabernet Franc  dove  giunge a ideale maturazione.

Sono grandi vini, invecchiati in costose botti nuove francesi. I vini denominati Saint-Emilion Grand Cru AC hanno un tannino che varia da moderato a consistente, struttura ricca e morbida con un ventaglio aromatico di frutti a bacca rossa e prugna, sviluppando note di tabacco e cedro con l’invecchiamento. Nella parte più a sud, dove vi sono terreni più sabbiosi la qualità scende lievemente, portando con se un piccolo calo di prezzo, che rimane sempre alto.

Il Pomerol AC gioca la sua parte sul prezzo per la rarità. Le proprietà sono molto piccole, offrono vini eccellenti, richiestissimi sul mercato che è disposto a pagare più che bene. Sono vini con nasi ricchi, speziati con note di bacche nere. Le due cantine più famore sono Petru e Le Pin.

Particolare attenzione va dedicata ai così detti ‘vins de garage’, prodotti da piccole realtà che spesso sfuggono all’occhio del mercato o escono per poco dai confini delle denominazioni. Sono vini di ottima qualità, solitamente a base di Merlot con caratteristiche di corpo pieno, grande alcolicità, moderata freschezza e tannino delicato, vellutato. Il prezzo è comunque alto per le piccole quantità prodotte, ma questo stile è diventato di moda, guadagnando ottima reputazione.

Tempo dei bianchi

I vini bianchi secchi, a base di Sauvignon Blanc, possono raggiungere livelli qualitativi di ottima istanza tuttavia non esistono denominazioni particolari e ricadono tutti sotto i nomi di Graves AC Entre-Deux-Mers o più genericamente Bordeaux AC. 

Più approfondimento meritano invece i vini bianchi dolci che trovano culla ideale dalle parti di Sauterne e Bersac. Qui la nebbia creata dal Garonne e dal Ciron favoriscono lo sviluppo della muffa nobile. Viene utilizzato anche il sistema dell’appassimento. Il risultato sono vini di estrema eccellenza, dove i tre vitigni a bacca bianca giocano equamente la loro parte. Il Semillòn si lascia botridizzare, il Sauvignon aggiunge l’acidità e il Muscadelle aggiunge la componente aromatica.

sauternes

 

 

Sull'autore

Claudio Bonifazi

Amo bere e scrivere e per questo ho creato Vinopolis, per condividere tutto quello che bevo con gli altri. Dopo il Diploma da Sommelier sto continuando gli studi presso la WSET, dove ho ottenuto la certificazione avanzata; ad oggi sto frequentando il loro ultimo livello: il Diploma. Non pago scrivo anche su Vinoway e Bibenda7.

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