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Chardonnay IGT “Tormaresca”, il lato bianco della Puglia.

Scritto da Claudio Bonifazi

Quando si pensa alla Puglia i più chiamano alla mente il Primitivo, Nero di Troia, Negroamaro e chi più rossi ha più ne metta.
Tormaresca, che appartiene ai marchesi Antinori, però ha saputo dare un vino bianco a base di Chardonnay, di buon prezzo davvero soddisfacente.

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Quando si pensa alla Puglia i più chiamano alla mente il  Primitivo, Nero di Troia, Negroamaro e chi più rossi ha più ne metta.
Tormaresca, che appartiene ai marchesi Antinori, però ha saputo dare un vino bianco a base di Chardonnay, di buon prezzo davvero soddisfacente.
Ho avuto modo di assaggiare questo Chardonnay all’enoteca di un caro amico, durante un aperitivo, e infilare il naso nel calice porta subito ad un mondo di frutta e fiori, come fior d’Arancio, Lavanda e Rosa per passare poi a pesca matura. Certamente intenso il naso viene poi confermato dalla bocca dove una buona persistenza è supportata da freschezza e una leggera sapidità (non lo definirei minerale).

  • CLASSIFICAZIONE
    Chardonnay IGT Puglia.

  • ANNATA
    2013

  • UVE
    Chardonnay 100% Selezioni provenienti dalle  Tenute Maìme a S. Pietro Vernotico (80%) e Bocca di Lupo a Minervino Murge (20%).

Le uve chardonnay raccolte a maturità tecnologica vengono  ammostate in cantina. Dopo la pigiatura soffice, il mosto viene raffreddato e mantenuto ad una temperatura di10 °C, per circa 24 h, in modo da ottenere una decantazione naturale. Successivamente il mosto così chiarificato viene fermentato, con lieviti selezionati, in  serbatoi di acciaio inox termocondizionati ad una temperatura di16°C. Il successivo affinamento del vino prosegue in acciaio fino alla fase di imbottigliamento

Le tenute di provenienza

Bocca di Lupo
La tenuta “Bocca di Lupo”, sorge nel comune di Minervino Murge, nell’area D.O.C. Castel del Monte, a circa 250 metri s.l.m.

La vicinanza dell’antico vulcano Vulture, il clima, caratterizzato da una notevole escursione termica tra giorno e notte, e la composizione dei terreni, hanno una notevole influenza sui vigneti, in cui le varietà maggiormente presenti sono Aglianico, Chardonnay, Cabernet Sauvignon, Fiano pugliese, Moscato reale e Nero di Troia.

Attraverso i circa 130 ettari di vigneti si arriva alla cantina, costruita secondo i canoni delle tipiche masserie della Murgia con la sua struttura “fortificata” e i luminosi muri bianchi in tufo.

All’interno della masseria, la barriccaia, sormontata da un soffitto con volta a crociera, anche questa in tufo, contiene fino a 1000 barriques di rovere; dal secondo piano della struttura invece si gode un panorama mozzafiato: sulla collina si può ammirare il villaggio di Minervino con le sue costruzioni di pietra bianca che riflettono i raggi del sole e, nelle limpide giornate di primavera, si può scorgere il vulcano Vulture che veglia su tutto il territorio.

Masseria Maìme

Masseria Maìme sorge in una delle zone più belle dell’alto Salento. L’azienda, che si estende per una superficie di circa 500 ettari, di cui circa 350 piantati a vite e 85 ad uliveto, si sviluppa lungo la costa adriatica, creando così un paesaggio unico di vigneti che nascono tra boschi e pinete e si perdono a vista d’occhio fino a confondersi con il mare. Le varietà maggiormente presenti sono il Negroamaro, il Primitivo, lo Chardonnay ed il Cabernet Sauvignon. Questa tenuta è un esempio d’innovazione e tradizione: coesistono, infatti, antichi sistemi di allevamento delle uve, classici in Puglia, come l'”alberello”, tecnica volta soprattutto a ridurre al minimo il consumo di acqua, e nuovi vigneti con impianto a spalliera, perfetto compromesso tecnico ed economico per ottenere vini di ottima qualità. Nella proprietà è situata una Masseria seicentesca, al centro della quale si trova un ampio cortile, anticamente utilizzato per l’ammasso del grano e per le attività di vinificazione. All’esterno delle mura è situata una piccola cappella gentilizia, denominata S. Pasquale a Maìme e risalente al XVII secolo.

Ma il cuore della tenuta è costituito dalla “Cantina Tormaresca”, una struttura dalle caratteristiche innovative, che re-interpreta in stile contemporaneo le forme tipiche della vegetazione del Salento, come le curve sinuose delle foglie d’agave e degli alberi di ulivo.

Chardonnay

Sull'autore

Claudio Bonifazi

Amo bere e scrivere e per questo ho creato Vinopolis, per condividere tutto quello che bevo con gli altri. Dopo il Diploma da Sommelier sto continuando gli studi presso la WSET, dove ho ottenuto la certificazione avanzata; ad oggi sto frequentando il loro ultimo livello: il Diploma. Non pago scrivo anche su Vinoway e Bibenda7.

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