Regione Abruzzo Wine News

L’Abruzzo e i vini: cosa c’è da sapere

Scritto da Claudio Bonifazi

Breve bignami della produzione vitivinicola Abruzzese

Oggi parliamo della regione Abruzzo in ambito vitivinicolo facendo un viaggio virtuale in questa fantastica regione, che a mio avviso, non appena passerà la moda dell’Umbria, sarà la prossima regione che per il turismo enogastronomico darà grandi soddisfazioni, a patto che anche i produttori lungimiranti continuino ad essere di più.

Molte guide spiegano una regione partendo dall’orografia, costituzione morfologica e clima, avendo uno stampo scolastico geografico. Oggi, utilizzando alcuni dati tratti da i numeri del vino inizieremo la nostra analisi partendo direttamente dalla produzione: capiremo così a “ritroso” la storia e le caratteristiche dell’Abruzzo.

Partiamo dai vitigni più coltivati:
Al primo posto troviamo il Montepulciano Nero che occupa il 56% della superficie vitata, segue il Trebbiano Toscano Bianco, il Trebbiano Bianco d’Abruzzo e solo all’ultimo Passerina e Pecorino.
In coerenza con quanto scritto sopra l’Abruzzo ha una produzione prevalente di vini rossi che varia dal 55% al 65%.

Tra questi, purtroppo ancora tante sono le uve prodotte per vini da tavola, mentre le DOC e le IGT raggiungono appena il 35% della produzione totale. I trend degli ultimi anni  stanno giocando a favore dei vini di denominazione, che mantengono stabili i volumi prodotti, a discapito dei vini generici che nel 2011 hanno subito un crollo di circa il 40%.

Il clima è favorevole, la montagna diventa collina ed infine costa a pochi Km di distanza, situazione ideale per la coltivazione, dove le brezze salmastre marine riescono a risalire lungo le parti più alte.

La viticoltura è diffusa prevalentemente nella zona collinare litoranea, protetta alle spalle dalla dorsale appenninica che blocca le correnti provenienti dal Tirreno.

E’ presente una sola DOCG, il Montepulciano Colline Teramane, prodotto nella provincia di Teramo con uve Montepulciano al 90% e resto Sangiovese.
Le DOC sono varie, la più famosa è la Montepulciano d’Abruzzo, segue poi il Trebbiano d’Abruzzo, Controguerra, Tullum, Villamagna e Cerasuolo d’Abruzzo.

Il vitigno Montepulciano ha un grappolo di media grandezz, quasi alato con acino medio, dotato di buccia spessa, pruinosa dal colore nero/viola. Il vino solitamente rimanda a ciliegia e marasca con tannini fitti, poco aggressivi e una buona persistenza finale.
Il Trebbiano d’Abruzzo è presente solamente in questa regione, ma copre solo il 20% della famiglia dei Trebbiani qui prodotti. Il grappolo è grande, alato. L’acino abbastanza spesso ha colore giallo/verde. Il vitigno di per se’ non offre grandi possibilità olfattive e gustative, per questo non riesce a decollare, visto che richiederebbe sforzi eccessivi da parte dell’enologo per poter conferirgli corpo.
Altro vitigno a bacca bianca è Passerina,  il quale può offrire, se vinificato in purezza, ottimi sentori floreali e intensi. Nella versione passita invece regala sensazioni di albicocca e amaretto.
Ultimo di cui trattiamo è il Pecorino, di origine marchigiana ma utilizzato in Abruzzo nella zona nord. E’ in grado di dare buoni vini con sentori fruttati freschi con note di anice ed erbe di campo.

ABRUZZO


Grafici tratti da www.inumeridelvino.it
Mappa Abruzzo tratta da www.amthewinersclub.com
Bibliografia: L’enciclopedia del vino, Boroli Editore,2011
Guida ai Vitigni d’Italia, Slow Food Editre, 2011

Sull'autore

Claudio Bonifazi

Amo bere e scrivere e per questo ho creato Vinopolis, per condividere tutto quello che bevo con gli altri. Dopo il Diploma da Sommelier sto continuando gli studi presso la WSET, dove ho ottenuto la certificazione avanzata; ad oggi sto frequentando il loro ultimo livello: il Diploma. Non pago scrivo anche su Vinoway e Bibenda7.

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