Aziende

La Fattoria di Fiorano raccontata da Alessia Antinori.

Scritto da Claudio Bonifazi

Alle porte di Roma sta riprendendo vita la fattoria che in passato ha saputo darci il grande vino Fiorano. Oggi, sotto la guida di Alessia Antinori, ho avuto la possibilità di essere li per ascoltare, osservare e assaggiare.

Lascio il caos dell’Appia Nuova, all’altezza dell’aeroporto di Ciampino svolto a destra, tanto c’è l’Appia Antica con i suoi pini a far da tampone al traffico capitolino, continuo su via di Fioranello, 800 metri ed ecco il cancello: “Fattoria di Fiorano – Aperti”.
Un portale verso la natura, abbandono Roma per come la conosco e mi trovo sperduto in un luogo ameno: viale alberato, strada sterrata, verde e silenzio sono i primi ad accogliermi in questo angolo di natura a solo due passi da casa mia.
Parcheggio e mi dirigo all’ingresso del casale dove c’è Alessia Antinori: mi attende in un salottino con poltrone viola e un caminetto spento. Ci sediamo e iniziamo subito a parlare con toni molto familiari; il ritmo frenetico di un cittadino romano sembra rallentare per adeguarsi a tempi più rilassati.

Si vede tanto orgoglio sul volto di Alessia mentre racconta la storia della sua tenuta, la lunga storia, aggiungerei.

La fattoria di Fiorano ha origini nel passato, quando suo nonno, il principe Alberico Boncompagni si dedicò alla coltura di questo territorio piantando viti, ulivi, grani e frutteti; era conosciuto come il “Principe sul Trattore”, così geloso della propria terra tanto da renderla quasi inaccessibile.
Pensi che quando vendeva il vino chiudeva gli ospiti in una stanza e li faceva attendere li, fino al suo ritorno, non dovevano vedere nulla“- racconta col sorriso.
Piantò vitigni internazionali, Cabernet, Merlot, Semillon e li trattò sempre con cura e amore. Su questo insiste Alessia che aggiunge:
Era facile avere una produzione biologica negli anni ’30 e forse lo è facile anche ai tempi nostri. Il grande lavoro lo ha fatto nonno, che riuscì a rispettare la sua terra negli anni ’60, quando la chimica entrò massivamente e  con una certa facilità nella produzione agricola“.
Forse gelosia e cura sono stati proprio gli ingredienti che diedero origine al Fiorano, vino di taglio bordolese che secondo alcuni poteva arrivare a competere con il Sassicaia. Ultima annata prodotta fu il 1995, quando la tenuta subì un arresto.

Bisogna attendere circa 12 anni perché Alessia con l’aiuto delle sorelle riuscisse a risollevare le sorti di un terreno così generoso.

Oggi questa azienda ha la capacità di essere accogliente tanto da aprire le proprie porte per 3 giorni nel fine settimana a chiunque senta la necessità di sfuggire.

 

Alessia mi guida lungo il casale mostrandomi il tutto con la disinvoltura della padrona di casa.

La cantina
Il primo ambiente che mi mostra è la cantina con tini di cemento, definita da lei un ambiente piuttosto piccolo. Poggia poi la mano su una cassa con le 502 bottiglie di Fiorano 2010, che proprio questa settimana verrano etichettate e numerate a penna. Il ritorno di un grande vino. Quando le chiedo cosa prova ad aver ricreato un vino tanto amato lei sposta l’attenzione sul valore familiare: “Sa sono bottiglie prodotte dai 4 filari storici, sono talmente poche che per me ne ho potuta bere solamente una”. Aprendo una porta in legno scorrevole mi indica invece dove vengono vinificati i bianchi, in tini di acciaio all’aperto dall’altra parte della strada.
La barricaia è collocata nell’altra ala del Casale. Barriques ai lati e lungo il corridoio centrale. Mi offre a sorpresa, direttamente dalla Barrique un calice di Merlot dell’ultima vendemmia e si può dire sin da subito che le premesse sono ottime nonostante la “giovanissima età” visto che dovrà invecchiare li per almeno per altri 9 mesi.

L’orto a metri 20.

“Senta a me scoccia che tutti adesso siano fissati col km 0 – scherza Alessia – non è vero che è a chilometro zero, il mio, l’ho contati, dista 20 metri dalla cucina ed è per questo che l’ho chiamato così”.

Lo spaccio.
In una ex porcilaia di modeste dimensioni c’è lo spaccio, dove si possono comprare miele, olio, cereali, farine e il Fioranello.

Il Caseificio
Si trova al lato dello spaccio, li vengono prodotti i formaggi a base di latte di capra. Primo sale semplice, al pepe o al peperoncino, caprino e ricotta.

Ringrazio Alessia per l’accoglienza, ci salutiamo e vengo lasciato libero di pascolare lungo i campi per scattare le foto che adesso giro a voi in quest’ultima galleria.


 

FATTORIA di FIORANO
Via di Fioranello 34 – Roma
Mobile: 342 3658581
Fisso: 06 79340114
www.fattoriadifiorano.it
fiorano@fattoriadifiorano.it

Sull'autore

Claudio Bonifazi

Amo bere e scrivere e per questo ho creato Vinopolis, per condividere tutto quello che bevo con gli altri. Dopo il Diploma da Sommelier sto continuando gli studi presso la WSET, dove ho ottenuto la certificazione avanzata; ad oggi sto frequentando il loro ultimo livello: il Diploma. Non pago scrivo anche su Vinoway e Bibenda7.

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